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mercoledì 23 ottobre 2013

Gocce di luce.... fiamme di vita

Musica e pittura
incontro che può diventare scontro,
note che si confondono nei colori,
colori che mutano con le note!!
Energia che sale grazie alle persone
e allora ecco: accettazione,

il rifiuto è bandito, così come il giudizio!!
Io con me ed insieme a voi: 
dentro, intorno, sempre ed ovunque.
La musica sale... i colori mi inondano...
la vita si spande tutto d'intorno!!!

domenica 14 aprile 2013

Inevitabilmente io


Trasformandomi trasformo: 
forme, colori e gesti!!!
Si sovrappongono e si confondono.
Confondendosi mi confondono!

Si riempiono e mi svuotano,
svuotandomi mi riempio: 
di luce di colore e di allegria!!
Riempiendomi finalmente mi libero!!

Liberandomi volo....
torno a me separandomi
e separandomi rinasco.... 
nel mio caos vivo!!!!

mercoledì 27 marzo 2013

Da Picasso a Van Gogh.... passando per me stessa

Ma chi sono quei due laggiù???
Non ricordo più quanto tempo sia passato da quando sono riuscita a dedicarmi qualche momento di assoluto rilassamento! Finalmente sono qui che cammino circondata dal verde, riscaldata dal sole e rasserenata dal rumore di un ruscello che scorre in lontananza.
Provo quindi un certo disappunto scorgendo quelle due figure che avanzano verso di me discutendo in maniera piuttosto accesa.
Tra l'altro sono anche piuttosto bizzari: uno decisamente più giovane dell'altro eppure è proprio lui a sembrare più sofferente!
E' lui ad appoggiarsi al bastone, è lui che cammina a testa china e spalle curve, è lui che sembra subire la conversazione. L'unica cosa che lo caratterizza in maniera netta è la capigliatura: folta e rossa!!
L'altro ha un'aria arrogante, presuntuosa, di chi sa di poter dominare il mondo...
Orecchie sporgenti, sguardo penetrante, cammina a testa alta e scruta il suo interlocutore come fosse l'ultimo arrivato!!! Il suo tratto dominante: l'incedere sicuro!!
Sono ormai vicinissimi e sono talmente infervorati nella loro discussione che non si accorgono della mia presenza, decido di ascoltare cosa stiano dicendo.
Sono fermi e mi accorgo che entrambi stringono in mano un pennello e lo usano quasi fosse una spada. E' evidentissimo che quell'oggetto li rende più forti e sicuri di se stessi, come è chiaro l'importanza che entrambi gli attribuiscono.
Mi siedo all'ombra di un albero e ascolto quel discorso consapevole di essere partecipe di un incontro che non mi avrebbe lasciata indifferente, anzi, probabilmente mi avrebbe cambiato la vita per sempre.
Il più giovane dei due stava provando a spiegare le sue ragioni e cercava di far capire al collega mai realmente conosciuto quanto fosse importante per lui quello che aveva fatto ed anche il modo in cui l'aveva fatto. Provava a fargli comprendere che nella sua brevissima vita era riuscito, malgrado gli stenti e le difficoltà innegabili, a realizzare tutto quanto si era prefissato: contando solo sulle proprie forze, passando per un disadattato e forse essendolo veramente, ma non per questo senza aver lasciato un'impronta indelebile del suo passaggio nel mondo.

"Balle, sono solo giustificazioni, con la tua genialità avresti potuto essere tutto, avere mille donne ai tuoi piedi e avresti potuto ottenere qualsiasi cosa tu avessi voluto... proprio come ho fatto io nella mia vita...."
L'anziano uomo mise in luce tutta la sua prosopopea e sfida il suo compagno di viaggio!
"Dai Vincent, vediamo cosa sai fare! Usalo ancora una volta quel pennello, fallo insieme a me e trasformiamo questo posto, facciamolo diventare quello che siamo noi!!!"
Fu questione di un attimo... vidi tutto intorno a me cambiare.... colori pastello alternati ad altri forti e decisi, accompagnati da forme indecifrabili.... una meraviglia... ed io li guardavo agire, riempiendomi anima ed occhi di tanta geniale arte!
L'aria si era rarefatta, ma mai nella vita mi ero sentita così piena e ricca come in quel momento.
Eccolo il succo del discorso: l'arte è vita, l'arte crea emozioni ed aiuta a manifestarle, l'arte è il mezzo attraverso cui trovare gli spunti per andare avanti per la propria strada e scoprire "il nostro lato oscuro" o la parte migliore di noi che abbiamo tanto accortamente nascosto!
I due "nemici/amici" mi hanno insegnato a guardarmi dentro, a lasciarmi andare e, soprattutto, a lasciare andare.
Mi alzo e mi frappongo tra di loro, li divido: "Vincent... Pablo, vi lascio immediatamente riprendere il vostro lavoro, ma prima volevo ringraziarvi!" sorrisi guardando il gioco di sguardi tra di loro, li presi per mano, entrambi, accostai le labbra per lasciare un bacio sul viso prima dell'uno e poi dell'altro "sapete... non serve che io vi dica cosa sia stata la vostra arte per il mondo, ma voglio che sappiate che avete contribuito a darmi una scossa, un regalo immenso per il quale non finirò mai di ringraziarvi."
Lasciai le loro mani, mi voltai, ripresi a passi decisi il mio cammino!

domenica 16 dicembre 2012

CoccolArti... coccolandoci!!!

Fa freddo, esco frettolosamente dall'ufficio perché sono in ritardo e corro verso casa di Manuela, dove trovo ad attendermi anche Sandra.
Saliamo in macchina, sistemiamo le "cibarie" che serviranno per la cena e ci apprestiamo ad affrontare il traffico che come prevedibile è molto!!

Siamo stanche, nervose e con tanta voglia di rilassarci: se non fosse che sappiamo cosa ci aspetta... probabilmente saremmo già a casa,  tutte e tre sotto le coperte!!!
Arriviamo in perfetto orario, ma Sandra ha deciso di dover inviare una mail proprio in quel momento, io e Manu scendiamo dalla macchina e ne approfittiamo per fumarci una sigaretta mentre aspettiamo; passano i minuti e ci vediamo costrette a metterle fretta... scende borbottando e citofoniamo.

Il pianerottolo multicolore ci trasmette subito una bella energia e Paola ci tranquillizza subito quando cerchiamo di giustificare il ritardo: "ma state serene, siete le seconde...". Già, c'è solo Mario, che, come al solito, ci accoglie con un caloroso abbraccio.
Ci andiamo a togliere le scarpe e troviamo nel cesto degli splendidi calzini antiscivolo con Babbo Natale.
Li indossiamo in un attimo e torniamo nel salone che, per l'occasione, ci appare in tutto il suo splendore: non c'è bisogno di coprire i tappeti questa volta, non dipingeremo...!!!
Arrivano alla spicciolata anche le altre: Sabrina, Stefania... la new entry, almeno per me, Tiziana, che rivela subito di essere una persona fantastica con la quale mi piacerebbe davvero molto poter condividere ancora del tempo.

Siccome Loredana ha avvisato di essere bloccata nel traffico decidiamo di posticipare l'inizio del laboratorio e, nel frattempo, di tacitare lo stomaco che inizia a borbottare con qualche stuzzichino.
Appena arriva Lory, ci mettiamo tutti sul divano: siamo infreddoliti e Paola ci fornisce le coperte con le quali prontamente ci "bardiamo": ma che bella "combriccola" di pensionati!!!!
E' il momento della "presentazione" e per farlo ci tiriamo un orsetto al quale dobbiamo dare un nome e raccontare come siamo arrivate a quell'appuntamento!!
Ascoltando chi mi era accanto ho pensato che stiamo attraversando tutti un momento davvero difficile, ma, soprattutto, mi rendo conto di quanto poco riusciamo a goderci la vita.
E' un susseguirsi di "lamentele": "sono stanca, stressata, sono stata catapultata qui e mi sembra di essere un marziano"!!!! L'unica che ci regala un po' di serenità è Stefania, che ha avuto la possibilità proprio oggi di farsi una passeggiata per il centro di Roma!!

Quando Paola ci mette davanti il cesto pieno di palle di Natale col nostro nome scritto sopra, ci si illuminano gli occhi, ma.... eggià c'è un ma.... per avere la nostra, insieme al regalo che ci ha preparato, siamo "obbligati" a raccontare un ricordo di un nostro passato Natale, ma deve essere assolutamente positivo, niente di triste o malinconico... come dire... "quello è stato davvero uno splendido Natale"!!!
Il gelo è calato nella stanza.... acciderbolina, ma possibile che nessuno abbia un bel ricordo???? Paola ci guarda... e poi dice.... "vabbè... potete prendere la vostra palla anche senza dire nulla"... è stata la frase giusta da dire nel momento giusto.... perché ci siamo sbloccati e, piano piano, ciascuno ha iniziato a raccontare il proprio.... per qualcuno era il primo passato con il figlio, per qualcun altro, invece, quando il nonno l'ha portata sul pony (e pensare che la mamma l'aveva fatta andare via da casa durante i preparativi per punirla)... una terza persona si è rivista nel paesino abruzzese dove normalmente andava solo in estate e ricorda la sorpresa gradevolissima di trovarlo completamente diverso, immerso nella tradizione, perché nei borghi il Natale si vive in piazza, non solo nelle case!!! Ricordava il profumo della carne arrosto... e raccontandolo l'ha fatto sentire anche a me.
Ad un certo punto però ecco cosa succede: "beh, questo è il primo ricordo che mi è venuto in mente quando ce lo hai chiesto e non mi viene in mente altro, per cui questo racconto, tra l'altro credo coincida con il mio primo ricordo in assoluto. Piccolissima, forse 3 o 4 anni, mi chiedono di spegnere le luci dell'albero, mi infilo sotto il tavolo (o dietro il mobile, perdonate, ma non lo ricordo proprio) e mi accingo a farlo, ma prendo la scossa!!!"
Cosa abbia raccontato dopo, onestamente, non saprei dirlo, perché appena finito di dire queste parole siamo scoppiati a ridere... tutti, indistintamente, ma qualcuno è addirittura rotolato a terra per le risate.... io avevo le lacrime agli occhi e di certo non ero la sola!!!
Tutto questo preambolo per spiegare che ai laboratori di Paola si riesce a rendere lieve qualsiasi cosa... e la successiva fantasia guidata ha fatto il resto!!!
Elfi e folletti ci toglievano i pensieri dalla testa come fossero pietre... e li portavano lontano... siamo salite sulla slitta che in un momento ci ha portato alle Canarie... a Parigi... creando in qualcuno un po' di disagio, ma forse facendo anche in modo di rendere un po' più chiare le cose... e poi Babbo Natale, che per ognuno aveva un volto diverso, sulle cui ginocchia ci siamo seduti e che a ciascuno ha sussurrato una parola diversa... o magari ha passato un oggetto, quell'oggetto o quella parola che dovrà servirci nei momenti di difficoltà per farcela affrontare più facilmente!!
L'albero poi.... con i rami che ci consentivano di arrivare fino alla cima dove splendeva una stella... già... quella stella brilla sempre, a volte forse un po' meno, ma lo fa sempre!!!
Peccato tornare sulla slitta e riprendere contatto con la realtà, peccato davvero, ma è anche chiaro, dopo diversi laboratori a cui partecipo, che tornare a quel tipo di realtà non fa male, anzi, aiuta a lasciarsi andare sempre di più, a non controllare le emozioni, a liberarsi di timori e pregiudizi, a sentirsi capiti ed accettati per come siamo!!!

Prendo proprio il mio esempio: ho sempre pensato di essere "impedita" che per me disegnare fosse impossibile e fare dei collage ancora di più, ma lì riesco a mettermi in gioco e lo faccio con assoluta leggerezza.
Stavolta, invece di sporcarmi con i colori, l'ho fatto con la colla (toglierla dai capelli è stata un'impresa inumana!!!), e sono riuscita a tirar fuori qualcosa che  per me è un vero capolavoro, non perché lo sia, ma perché mai e poi mai avrei pensato di poterci riuscire!!!
Quattro strisce di carta colorata, due pezzetti di cartone flessibile, un po' di retino, qualche cuoricino legato in catenella ed il gioco è fatto... il mio albero di Natale è pronto.

A fine lavoro Paola ci ha domandato di dare a ciascun ramo dell'albero il nome di quello che è un nostro pregio e, ripensandoci ora che scrivo, nessuno lo ha fatto, chissà perchè... io lo faccio ora, tanto sono solo tre i miei rami: sensibilità, sincerità ed ingenuità.
Credo siano le tre caratteristiche che maggiormente mi raccontino, nel bene e nel male!!!
Il resto è la cena... le risate... le "coccole" che abbiamo continuato a farci... con quella preziosissima che ci ha regalato Stefania!!!
Ma il succo di tutta la serata è che avremo un ricordo del Natale elettrizzante.
Avremo per sempre il ricordo di nove persone strette tra loro a trasmettersi calore, avremo per sempre la certezza di cuori pronti ad ascoltare e menti disponibili a non giudicare!!!
Sarà un Natale speciale, indipendentemente da come andrà in giorno di Natale, perché nella mia vita sono entrate persone straordinarie con le quali posso condividere tutto: lacrime, sorrisi, pensieri, paure ed anche la mia follia!!
Ed allora ben vengano questi laboratori!!! A Paola dico di continuare su questa strada di farci parlare, raccontare, anche a scapito di un momento in più per l'espressività... perché, e di questo sono convinta, se non si parla non si cresce e si muore ogni giorno un poco!!!

A tutti, ma a tutti tutti, auguro buone feste e vi stringo tutti in un abbraccio fortissimo, sarete sempre nel mio cuore!!!

lunedì 3 dicembre 2012

L'albero riFiorito

Ormai questi incontri periodici sono diventati, più che una piacevole consuetudine, un bisogno inalienabile.
Vengo da una settimana devastante: può sembrare assurdo, ma convivere con le emozioni legate alla laurea di mia figlia mi ha completamente messa a tappeto.
La felicità infinita, unita alla paura di non riuscire a farla comprendere, mi hanno svuotata.
Inoltre io, da sempre abituata a non manifestare nulla di fronte alla mia famiglia, mi sono ritrovata più volte a piangere davanti a loro come una bambina.
La festa di venerdì sera è stata la ciliegina sulla torta: non è più una bambina, lo so da tanto, ma ora l'ho toccato con mano.
Sabato mattina, quando sono uscita per i soliti giri, con tre ore di sonno addosso ho pensato di non riuscire ad onorare il mio impegno: ho temuto di non farcela fisicamente ad andare da Paola, ma mi sono detta che privarmi di una valvola di sfogo ed, al tempo stesso, di un supporto emotivo tanto importante sarebbe stato veramente stupido da parte mia. Ho mandato giù velocemente un panino e mi sono preparata per uscire.
Il tema del giorno non era proprio di quelli che mi potevano far rilassare: Klimt e la sensualità, ma, come al solito, la nostra ospite è in grado di trasmetterci calma, serenità e tanto tanto senso di libertà.
Il gruppo, il solito, è accogliente, caldo, rassicurante.
Inizio a parlare subito e spiego come arrivo a quell'incontro: tesa e bisognosa di rilassarmi.
Non lo so', è stato diverso dal solito, anche la "cerimonia" delle chiavi mi ha spiazzata: io dovevo scrivere la mia frase, non pescarla, ma scrivermela, la prima che mi veniva in mente e, stranamente, quello che mi è balenato in testa poco c'entrava con l'argomento trattato: "la normalità ha veramente poco di normale"!!
Poi il nostro "viaggio" guidato: ho realmente sentito il calore della pietra sul mio corpo, quello zaffiro enorme, che mi sfiorava la fronte e trasmetteva, col suo azzurro intenso, un senso incredibile di pace... la testa che si svuota, i pensieri che si trasformano in foglie e volano intorno, il loro fruscio e la bellissima pioggia di polvere dorata in cui si trasformano... illuminante.

E' stato difficile tornare alla realtà, talmente tanto che ho continuato, in qualche modo, a rimanere in quel mondo tanto speciale e magico. 
Ho preso il mio solito mezzo foglio bianco, il piattino di plastica e scelto il colore di base, pronta, come al solito, a sporcarmi.
Che strano, ho scelto il verde, ho abbandonato il mio amato azzurro e mi sono proiettata verso un nuovo universo da esplorare. C'è di più... ho iniziato a miscelare il colore con la spuma da barba con dolcezza, senza la mia solita irruenza: avevo bisogno di "sporcarmi", ma di farlo con calma, assaporando il piacere del colore che penetra nella pelle, forse, in qualche modo, la sensualità di Klimt ha fatto effetto....
Terminato di riempire il foglio sfumando con l'aggiunta di spuma o colore per raggiungere l'effetto desiderato, ho capito che non mi bastava, non più: qualcosa stava succedendo, sentivo che era arrivato il momento di fare un passo in avanti, se ho pianto davanti a mia figlia, posso permettermi anche di "disegnare" qualcosa, oltre che impiastricciare il foglio.
Ho esitato tanto, ma alla fine ho impresso tra il verde un albero: spoglio e triste.
Mario, seduto accanto a me, stava facendo uno dei suoi soliti capolavori e ho preso spunto da lui (gli ho anche rubato i colori, ma so che mi perdonerà!!). 
Ho messo una serie di puntini colorati su quei rami, rallegrando immediatamente l'albero.
Poi, avendo ancora in mente la pioggia dorata, ho messo in un angolo una macchia d'oro... e ho "piantato" l'albero nello stesso colore.
Non mi bastava, ancora non ero riuscita a manifestare quello che stavo provando, qualcosa era ancora solo nella mia testa, il disegno era ancora troppo cupo ed io non mi sentivo "cupa" anzi, al contrario, ero piena di colori, di allegria e soprattutto di voglia di condividere queste sensazioni: il cerchio in cui ci eravamo inconsapevolmente stretti mi stava trasmettendo calore, ero tranquilla, libera, nella possibilità concreta di fare qualsiasi cosa; per questo imperterrita, ho messo le dita su quei puntini di colore e, tornando a pasticciare come tanto mi piace fare, ho permesso al mio albero di fiorire.
Neppure per un momento ho sentito la necessità di scrivere (cosa che normalmente mi capita) ho trovato un'altra valvola di sfogo altrettanto valida per le mie emozioni.
Quando, a fine laboratorio, abbiamo iniziato a parlare e Paola mi ha chiesto il titolo del mio disegno l'ho detto d'istinto: l'albero fiorito, ma mi sono subito corretta, non era fiorito, ma riFiorito, ecco, proprio questo vorrei poter fare della mia vita, forse questo sto realizzando: sto consentendo a me stessa di riFiorire.
E' meno difficile di quello che pensavo, se si è tra le persone giuste, nell'ambiente adatto e si ha la volontà di farlo... ci si può riuscire!!

lunedì 19 novembre 2012

I "Grandi a modo mio"... magari mi fanno diventare grande

Ho sempre pensato che io ed il disegno fossimo agli antipodi: incapace anche di tenere in mano una matita figuriamoci se avrei mai potuto cimentarmi nella pittura vera e propria.
Questo era, tra gli altri, il motivo per cui quando ho accettato di partecipare ai laboratori di Paola, l'ho fatto con una certa diffidenza!!
All'inizio è stato davvero difficile: non avevo capito o forse, semplicemente, non ero pronta a mettermi in gioco e così avevo preso una scorciatoia, mi ero "nascosta": invece di "dipingere" mi sono messa a scrivere.
Per me è tanto più semplice, è una cosa che conosco, che so fare, che faccio d'istinto: so come gestirmi e sono perfettamente in grado di controllarmi!
In questi incontri le emozioni sono talmente vive e forti che è facile farsene travolgere, eppure io, che pure di emozioni vivo, non mi ero lasciata andare, ero rimasta sulla difensiva.
Mi sentivo tranquilla tra quelle persone, capivo di essere in un ambiente "protetto" e che nessuno mi avrebbe giudicata, tanto che non ho avuto problemi a parlare e confrontarmi, ma mettere in gioco le mie emozioni più profonde... no... non mi è riuscito....
Eppure, malgrado questo, ho scelto di insistere e quando è arrivato il momento di Hundertwasser mi si è aperto un mondo nuovo o meglio, io ho deciso di entrare in quel mondo nuovo!!
Ho deciso di "sporcarmi"... mi sono lasciata andare: spuma da barba e colore... e le mani dentro, senza guanti, nude affinché il colore potesse penetrasse attraverso di esse per arrivare all'anima per restituirgli la luce.
Solo blu e rosso... sul foglio bianco che rimaneva parzialmente visibile... ma l'ho fatto e la sensazione di libertà che ho provato è stata indescrivibile.
Ultimato il lavoro ero sfinita: l'energia impiegata mi aveva svuotata di qualsiasi forza fisica, ma riempita di una sensazione di leggerezza impagabile.
Ovviamente non ci ho pensato un attimo quando è arrivato il momento di ripetere l'esperienza con Matisse e stavolta i colori sono stati di più, il bianco nel foglio non si vedeva ed io ero soddisfatta davvero!!! Penso sia scattata la molla, ora mi fido, sento di poter fare, non è necessario saper dipingere, basta lasciare che i colori si impossessino di noi.... basta lasciarsi andare, fermare la mente... non servono pennelli e tanto meno la tecnica, serve soltanto il cuore!!
Ma l'importanza di questi incontri va al di là dell'esperienza artistica in sé, questi laboratori servono per ritrovarsi e per trovare gli strumenti necessari a vivere meglio la nostra quotidianità.
Non forniscono risposte, ma percorsi da fare insieme per trovarle quelle risposte.
E poi "gli altri" con la loro energia condivisa, le loro storie... pronti a infonderti coraggio e prendersi il tuo... sorrisi sempre disponibili, lacrime da farsi asciugare e da asciugare, anche il dolore fa meno male: perché condiviso diventa immediatamente un po' più leggero... proprio come un fardello, quando lo suddividi e lo distribuisci, anche se inevitabilmente e giustamente ne trattieni la parte più grossa, è meno ingombrante!!
Io ho bisogno di ritrovare me stessa.
Ho sempre pensato di potercela fare da sola e mi rendo conto che la mia presunzione mi poteva costare cara sul serio, l'ho capito e non è troppo tardi.
Sono in ballo ormai e non mi fermerò, anzi, intendo continuare su questa strada perché mi fa bene al cuore, allo spirito e mi aiuta a vivere meglio!!!

domenica 14 ottobre 2012

I colori.... per far svanire "I mostri che abbiamo dentro"

Sedute, una vicina all'altra, guardiamo i capolavori di Hundertwasser proiettati sullo schermo: è curioso notare come in ciascuna di noi susciti emozioni ed impressioni diverse... quasi quanto scoprire che stiamo condividendo emozioni e paure, con leggerezza, nella convinzione di non dover temere nulla, perché il posto che ci accoglie è rassicurante: è un ambiente protetto, sicuro, non sono sconosciute quelle donne mai viste, non c'è motivo di aver paura!!
Facciamo un cerchio, tanto simili eppure così diverse, leggiamo il foglio che dovrebbe raccontarci qualcosa di noi... spiegando le sensazioni che ci suscita... cosa ci rivela di noi stesse....
Poi ci sdraiamo, la schiena sul pavimento: una coperta poggiata sulle più freddolose, chi vuole isolarsi completamente mette anche una mascherina... 
La voce dolce della nostra ospite ci trasporta in un'altra dimensione, ci fa prendere contatto con noi stesse, profondamente, tanto che il viaggio che lei ci propone d'incanto diventa nostro... almeno per me... ho lasciato la sua mano... sono sola in cammino, con le mie paure e le mie ansie, unite al mio desiderio di farle svanire!!!
Si è successo proprio questo, mi sono messa in viaggio, tenendo per mano le mie paure provando ad affrontarle con una sicurezza che non mi è mai appartenuta finora!!
Non è la prima volta che partecipo a questi incontri, ma forse per la prima volta l'ho vissuto fino in fondo!!
Terminata la visualizzazione e tornata in contatto con il mondo che mi circondava, ho sentito forte dentro di me il desiderio di "sporcarmi"... di portare un po' di luce... di allegria... di spensieratezza nella mia vita, almeno per un po'!!!
La sensazione che ho provato "infilando" le mani nei colori mescolati alla spuma da barba è indescrivibile... uso una parola che forse riesce a dare un briciolo di spiegazione a quello che ho sentito: LIBERTA'... 
Con le mani sporche ed il desiderio di continuare a sporcarle sempre di più ho sentito distintamente che ero in perfetta sintonia con me stessa, per la prima volta dopo anni... svaniti timori e resistenze... mi sono messa in gioco, completamente, senza riserve e ripensamenti.
In quei momenti avrei potuto fare qualsiasi cosa, affrontare qualsiasi ostacolo, addirittura tirare fuori tutta la rabbia che reprimo da troppo tempo ormai...  era talmente forte la sensazione di leggerezza che stavo provando da spingermi a volerla mettere per iscritto... dovevo fotografarlo quel momento, proprio come chi ci aveva condotte fin là stava fissando i nostri capolavori!!!
L'ho fatto e quello che è da sempre un momento intimo, per una volta, l'ho condiviso!!!

Quanto è difficile oggi raccontare quelle emozioni: senso di libertà, appagamento, serenità, speranza... ma quanto profondamente sono entrate in me...
Sono esperienze che vanno vissute, perché nel racconto se ne perde l'intensità, la profondità, l'immediatezza: non mancherò più a nessuna!!!
Mettersi in gioco... per tante ragioni.... ma soprattutto per vincere gli infiniti "mostri" che abbiamo dentro!!!

"Sporchiamoci" per ripulirci la vita!!!!

Dentro il silenzio: assoluto, assordante!!
Si spalanca la mente: è tutto un groviglio, il cuore fa male.
Chi doveva capire mi sbatte la porta in faccia!
Chi credevo anima affine mi giudica un mostro...
Un passato troppo ingombrante, difficile da affrontare,
talmente pesante da averlo cancellato dai ricordi!!!

Confusione e la voglia di uscirne, di ricominciare a respirare!!!
I sorrisi, le lacrime, le paure e le ansie vissute totalmente
per provare ad esorcizzarle... e finalmente a vincerle!!
I mostri che abbiamo dentro.... chi li sa capire?
Il mostro che dipingono è manifestazione di ciò che manifesto!!
La mia incapacità assoluta di comunicare chi io sia,
per la stupida convinzione che sia l'unica maniera per difendermi!
Difendermi soprattutto da chi amo, perché sono gli unici a ferirmi...
Ma ecco il miracolo: una vaschetta... un po' di colore e schiuma da barba...
le mani immerse in quell'esplosione di allegria... sorride anche il cuore!!
E' la strada giusta... guardo negli occhi chi mi è vicino.... 

posso sporcarmi, senza timori, non sarò giudicata... mi posso fidare... 
anche discutere... perfino permettermi di non censurare me stessa!!!
La strada da percorrere è chiara, trovare il modo di non perderla... la nuova sfida!!!



lunedì 6 agosto 2012

Le lanterne magiche

Racchiudono sogni e desideri,
paure e speranze,
la voglia di mettersi in gioco
che spesso ci manca!!!
Sono una scusa per incontrarsi,
la voglia costante di migliorarsi,
il bisogno di trovare stimoli,
oppure quella forza che spesso ci manca!!
Mettersi alla prova, 
magari vincere una paura,
riuscire a lasciarsi andare, aprirsi,
guardarsi negli occhi e fidarsi:
"non mi faranno male,
non sarà l'ennesima delusione"


lunedì 21 maggio 2012

A spasso con i sogni....

In mongolfiera,
dentro una bolla di sapone,

fuori di noi, 
ma concentrati sul nostro io più profondo,
accarezzati dalla luce, 
cullati dalle ombre!!
Una voce che ci guida, 
ci indica il cammino,
è fuori di noi, 
ma la sentiamo dentro....
Istanti che durano una vita,
la vita che diventa un istante!!
Trasformiamo in un sogno la nostra vita,
con attenzione e cura 
perchè mai dovrà succedere che
la nostra vita diventi un sogno...