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sabato 6 dicembre 2014

Da quasi sconosciuti.... ad amici: la magia della parola!!!

Il sole, lentamente, scende verso l'orizzonte.
Il silenzio prende piano piano il sopravvento: è il segno inequivocabile della notte che si fa strada!!
Che strana situazione: una stanza vuota, ma fredda perché c'è un bel camino a riscaldare l'ambiente e la legna, tutta accatastata lì accanto, è pronta per arderci dentro contribuendo ad accentuare un'atmosfera già di per sé magica.
E quei due??? sembra non si conoscano, ma è indiscutibile la loro voglia di raccontarsi, di conoscersi e, perché no, di utilizzare quest'opportunità per crescere insieme!!!
Decidono di attizzare il fuoco che arde in quel quel caminetto,
 con la consapevolezza che sarà proprio uno dei fattori determinanti per aiutarli ad aprirsi, a tirar fuori la parte più nascosta del loro cuore!!!
Non si sono sbagliati: le parole sembrano uscire da sole, guidate da un sentire comune.
Si accorgono subito di come sia facile confrontarsi: c’è attenzione, cura, non ci si giudica, ma ci si ascolta e comprendersi è naturale.
Tutto è incredibilmente spontaneo, ci si rende conto che si riuscirebbe a fare qualsiasi cosa in quel momento, anche scalare una montagna, affrontare un temporale o il mare in tempesta: l'unica condizione è farlo insieme, sostenendosi vicendevolmente.
Con tanta sintonia la paura, come d’incanto, svanisce.
Le confidenze si fanno più intime e si riescono ad affrontare anche i ricordi più duri.
La musica accompagna le chiacchiere: canzoni di una volta, a volte chiuse in un cassetto da anni!!! Da Bennato a Renato Zero, da De Andrè alla Pausini…
È proprio la musica che fa venir voglia di scherzare…
Le chiacchiere da serie si fanno facete… si ride, ci si prende in giro, si canta insieme….
Un ballo? Perché no? Tango? Valzer? Samba?… che importa? L’importante è farlo insieme!
I due sconosciuti non ci sono più…. Ormai sono amici, ma amici veri!!
La notte sta, lentamente, lasciando il posto al giorno che nasce…. Devono tornare alla vita di tutti i giorni.
Un pizzico di rimpianto: un’esperienza simile lascia il segno!!!
Per quanto tempo il tepore di quel caminetto rimarrà nel loro cuore?
Basta ripetere l’esperienza, cose da dire ce ne sono ancora tante!
Basta trovare il tempo, nella vita caotica che ci travolge!
Basta volerlo sul serio e loro lo vogliono, non resterà un episodio isolato, questo è certo!!!

venerdì 5 dicembre 2014

Un viaggio intorno al mondo.... e dentro me stessa!!!

Cosa sta succedendo?? Che sensazioni forti e contrastanti mi attraversano in questo momento: sto ricominciando a vivere e lo sto facendo con tante speranze, un po' di sana incoscienza e, inevitabilmente, tanta paura.
L'idea è indubbiamente affascinante, ma difficile da mettere in pratica: sono in grado di cimentarmi in qualcosa più grande di me? Saprò parlare di qualcosa che non conosco? Raccontare cose che non reali?

Non voglio più sbagliare, sono troppo cosciente del fatto che non avrei né il tempo né la forza necessari a recuperare.

Chi mi conosce bene, chi conosce la mia storia nei minimi dettagli, è consapevole del fatto che ho commesso un'infinità di errori, a volte imperdonabili, ma sa anche che li ho tutti pagati, sulla mia pelle!!!
Nonostante questo, malgrado il mio stato apparentemente quasi vegetativo, non mi sono fermata, ho cercato di venirne fuori a modo mio, con fatica e lottando con le unghie e con i denti.

Ecco perché sono partita, ecco perché sono in alto mare...
Mi sto cercando e lo faccio nel modo che mi è più congeniale, senza limiti, senza freni, senza paure e con l'aiuto di fantasia, immaginazione e speranza.
Lo faccio con un compagno di penna, con il quale abbiamo deciso di imbarcarci in quest'avventura e siamo partiti, ormai già da due giorni.
Abbiamo, forse obiettivi ed idee diversi, ma seguiamo la stessa strada, quella del cuore.
Tanti punti in comune, tanti interessi condivisi e la stessa passione..... scrivere!!
Il nostro sarà un viaggio lungo, intorno al mondo,
Quel mondo segreto che abbiamo racchiuso nel cuore e che vorremmo riuscire a manifestare.
Non sarà facile allontanarsi dal quotidiano, ma riusciremo a farlo se ci terremo per mano.
Ci vorrà coraggio e tanta pazienza per sopportare l'uno i vizi ed i difetti dell'altro.
Io, per esempio, sono logorroica. Farmi tacere è un'impresa titanica....
Amo le parole, amo metterle una affianco all'altra.... che sia su carta o nell'aria!!!
Il bello è che lo faccio proprio nella stessa maniera.... senza pensare, vado a ruota libera.
Parlo come penso e penso come parlo e lo stesso quando scrivo.

Dei suoi di difetti non posso parlare, lo conosco poco, ci siamo appena ritrovati.
Non ne' ho visti per il momento, ma sono certa che se pure dovessero venire alla luce li sopporterei tranquillamente perché gli voglio bene....
Siamo solo all'inizio dell'avventura.... andiamo dove ci porta il vento... e dal vento lasciamoci portare.
Si vedrà cosa ci riserva il destino, ma questa è un'avventura da vivere pienamente... senza timori e senza riserve....
Una volta portata a termine, di questo sono certa, ci troveremo cambiati, non so come e quanto, ma saremo, sicuramente, entrambi più ricchi!!

Per ora viaggiamo.... poi tireremo le conclusioni.

lunedì 20 gennaio 2014

Favola, o magari realtà

C’era una volta, in un paese lontano lontano, una povera ragazza che viveva ormai da tempo chiusa in se stessa, poca voglia di aprirsi al mondo, poca voglia di manifestare le proprie emozioni, anzi, il desiderio incontrollato ed incontrollabile di dominarle!!!
Era stata oggetto di un maleficio; tanti anni prima, lungo la sua strada, aveva incrociato un uomo malvagio che, non riuscendo a gestire la sua immensa carica emotiva, aveva deciso di privarla di tutto ciò che la rendeva viva e felice: le sue emozioni.
La poverina, dopo quel triste incontro, aveva cambiato tutte le sue abitudini ed ormai trascorreva le sue giornate tra casa e lavoro; aveva lasciato andare amici e parenti, viveva rinchiusa, senza parlare con nessuno e senza raccontare a nessuno quello che le soffocava il cuore.
L’incantesimo era forte, anzi fortissimo e trovare il modo di spezzarlo sembrava davvero impossibile.
I giorni si susseguivano gli uni agli altri sempre uguali: noia, malinconia, ansie a malumori.
Nulla riusciva a scuoteva. Un unico sfogo: internet.
Una sera, incuriosita da quello che la sorella stava facendo al computer, le domandò di cosa si trattasse ed avendo avuto la risposta, decise di iscriversi a quel social network di cui aveva sentito parlare spesso: facebook.
Lo fece al solo scopo di distrarsi un pochino con i vari giochi che ci si potevano trovare,
poi l’imponderabile: si sa come succedono i miracoli, per caso, quando non ti aspetti nulla, quando nulla chiedi e nulla vuoi, ed allora…… ecco….. improvviso e meraviglioso…..
“Che cos’è questo scritto….. voglio leggere….. che meraviglia…. Quanto amore esce da queste righe…. Che poesia”
Un “tag” fatto per caso, come lui fa con le nuove “amicizie”, un modo per conoscere e farsi conoscere, non lo sapeva quello che quel “tag” stava per far capitare….. “Mi sembra di capire che sei innamorato di “………… “ almeno quanto io lo sono io di “…………..”. Non conosco la tua città, ma da come ne parli mi fai venire la voglia di vederla.... Complimenti!!!”
Immediata nasce la voglia da parte di lei di leggere ancora…… e si perde tra quegli scritti, così solari, così pieni di colori, di fantasia, di allegria……. Sembra quasi che quelle sensazioni, ormai completamente dimenticate, si riaffaccino per ricordarle quello che era stata……!!!
Nacque così la loro conoscenza……. Poche righe di commento, sotto una nota dolcissima, “Non ti conosco, ma apprezzo molto la tua sensibilità. Complimenti sinceri” la risposta di lui…… poi qualche piccolo “pensierino” virtuale…. Caffè.... baci..... sorrisi….. e di lì a poco la loro reciproca conoscenza si approfondisce, sempre di più, chiacchiere...... musica...... balli....... sogni condivisi...... fino alla scoperta finale…… non poteva essere che così….. erano fratelli….. separati alla nascita cresciuti lontani….. ma vicinissimi di cuore…. È stato un continuo crescendo e quell’amicizia così pura, disinteressata, pulita aveva compiuto il miracolo…..
Oggi le emozioni sono tornate ad esplodere nel cuore della ragazza, facendola a volte soffrire, facendole anche del male, ma finalmente è tornata viva….. e tutto grazie a quel fratello che un anno fa ha scoperto di avere e che le ha teso la mano, senza nulla chiederle in cambio.

sabato 16 novembre 2013

Lo specchio riflette

Sono appena entrata nella doccia ed il gettito di acqua bollente sulla pelle mi regala quella sensazione di calore di cui avevo bisogno in questo momento e ne godo.
Lascio che il profumo del bagnoschiuma che sto usando mi penetri nella pelle, che soddisfi tutti i miei sensi, fino ad inebriarmi.
Sono ormai persa in una realtà parallela e, come spesso mi succede, 
la mente è pronta per uno dei suoi viaggi: in un secondo sono in spiaggia.
Posso sentire distintamente il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, il vento che mi accarezza i capelli, il viso, il corpo.
Vedo uno stormo di gabbiani che vola libero ed un faro... mi indica qualcosa, lo so, me ne rendo conto.
Non esito più di tanto, c'è una barca poco distante e ci salgo.
Remo vigorosamente, pur non avendolo mai fatto prima, e velocemente raggiungo la mia meta.

Il faro è deserto, ma non ho paura; entro nell'edificio e salgo fino in cima.
Una stanza completamente vuota mi accoglie: nel centro uno specchio  e nello specchio, riflessa, io!!
Indosso un vestito rosso, capelli corvini che mettono in risalto gli occhi verdi e leggermente lucidi, un sorriso dipinto sulle labbra che è il miglior rossetto che si possa portare.

Mi avvicino e vedo che il luccichio degli occhi è dato da lacrime che scendono: silenziose e furtive.
L'istinto mi dice di romperlo quello specchio perché io non sto piangendo, sono felice, non ho motivo farlo, ma il cuore mi ferma e mi consiglia di viverle quelle lacrime.
Non può far male qualcosa che è successo secoli fa, non può condizionarci la vita per sempre, non può impedirci di vivere ed essere completamente sereni e se stessi. Non ci sto più: di strada ne ho fatta tanta negli ultimi cinque anni e fermarmi ora sarebbe da stupidi: io stupida non sono.
Fare i conti con il proprio passato spesso è l'unico modo per impedirgli di ferirci ancora ed allora decido di sedermi a terra, davanti a quello specchio, per guardare quella che sono senza nascondermi nulla: si, perché questo, almeno a me stessa, lo devo!!!

sabato 16 marzo 2013

Separarmi per ripartire

E' giunto il momento, devo farlo, ora, subito, non posso permettermi di aspettare più neppure un minuto.
Prendo chiavi e libretto, mi infilo il cappotto, chiudo la porta di casa alle mie spalle, scendo velocemente le scale, apro il portone e sono in strada.
Fa freddo e sta piovendo, ma non intendo farmi spaventare dalle cattive condizioni meteorologiche; raggiungo velocemente il parcheggio, salgo in macchina e metto in moto.
Non c'è traffico, ma il tragitto è sufficientemente lungo per permettermi di pensare a cosa dirti e come farlo.
Lo strombazzare che sento mi fa rendere conto di essere distratta e non è mai una cosa positiva mentre si guida, cerco di riprendere il controllo, ma per farlo decido di accostare un momento.
Apro il finestrino e lascio che l'aria gelida mi dia l'input necessario a riprendere la marcia.
Ecco... sono arrivata... distinguo già il bivio e dopo sarò da te.
Stavo per fermarmi, come faccio sempre quando vengo a trovarti, ma stavolta decido di tirare dritto, arriverò a mani vuote, so che non sarà un problema per te.
La pioggia continua a scendere incessantemente ed anche la temperatura è sempre più bassa. Ho come la sensazione che mi stia penetrando dentro: lei entra ed esce la parte di me più razionale, si confonde con la pioggia, pare voglia allontanare il freddo e lasciare la mia mente libera da qualsiasi condizionamento e pronta ad affrontare quello che sa di dover affrontare una volta per tutte.

Scendo dalla macchina, tiro su il cappello del piumone ed apro l'ombrello, pochi passi e sono al riparo.... giro per i corridoi ed arrivo!!
"Eccomi, sono qui, non dire nulla, ti prego, lascia che sia io a parlare e tirare fuori quello che ho da dirti, quello che non ti ho mai detto e che ancora oggi mi pesa nel cuore e mi soffoca, togliendomi qualsiasi forza e voglia di fare e di agire.
Voglio dirti quanto ti ho amato, quanto ti amo ancora, quanto sei dentro il mio cuore, radicato nei miei pensieri e nei miei ricordi.
Voglio dirti che ho fatto di tutto per somigliarti, per ritrovare te in me stessa, per rivedere i tuoi occhi e leggerci la soddisfazione di quello che sono, ma devo anche dirti che è ora che io smetta di confondermi con te. E' arrivato il momento che io riprenda in mano la mia vita, che la faccia diventare la MIA vita e non più un'appendice della tua.
Ho una mia personalità e per quanto sia complicata è la mia.
Ho bisogno di piangere e lasciarmi andare, ho bisogno di emozionarmi e di farlo vedere, ho bisogno di parlare, di aprirmi e di farlo soprattutto dentro casa.
Ho bisogno di confrontarmi con chi mi vive accanto e di farlo in completa serenità, senza la paura di far venire fuori le mie fragilità, perchè non posso farmi carico di responsabilità che non mi appartengono e non ho motivo di assumermi.
Voglio dirti che smetterò di essere te, perchè sono diversa da te, profondamente e totalmente, i punti di contatto caratteriali che abbiamo sono appunto soltanto dei punti che non posso e non voglio più trasformare in caratteristiche dominanti del mio modo di essere!! Sei stato un faro per me e continuerai ad esserlo per sempre, la tua forza di volontà sarà un esempio per tutta la vita e al tempo stesso uno sprone continuo a fare di meglio per me e per le persone che amo.
So di averti deluso, di non essere stata sempre quella che avresti voluto, lo so che ho commesso errori ai tuoi occhi imperdonabili, ma l'ho fatto sempre amandoti e non volendo ferirti, anche perchè la prima a starci male ero io!!

Voglio dirti che ti lascio andare... che mi allontano da te... ma non ti abbandono, semplicemente so di poter camminare senza prendere il tuo posto e pretendere il tuo appoggio... so dove ritrovarti quando dovessi averne la necessità: vedi? ora lo so ce la posso fare soprattutto perchè so che ci sei e ci sarai per sempre.... Buon riposo Papà...."

domenica 6 gennaio 2013

A modo mio

Apre la porta della sala ed entra: abito rosso ed aderente, le arriva poco sotto il ginocchio, scarpe rigorosamente nere e tacco alto.
Ha scelto di rinunciare alla classica pochette, non potrebbe contenere tutto quello che le occorre ed ha optato per una borsa elegante che le ha prestato la sua amica, che ha molte occasioni più di lei per usarla; una stola di seta, un filo di perle al collo ed orecchini discreti a completare il look.

Sente gli occhi di tutti puntati addosso e le dà veramente fastidio: doveva indossare qualcosa di meno vistoso, ma non ha resistito alla tentazione, voleva essere bella quella sera, doveva dimostrare che poteva esserlo, malgrado le difficoltà della vita quotidiana che imbruttisce chiunque.
La vide in quel preciso momento ed il cuore si fermò all'istante.
Si avvicinò a testa alta, guardandola fissa negli occhi, senza apparente timore od esitazione.... cosa le stava succedendo lo sapeva soltanto lei e così doveva continuare ad essere. 
Era a pochi passi dal tavolo e vedeva distintamente gli occhi di lei, neri e bellissimi, il fascino che emanavano era inconfondibile!!
"Ciao, sei arrivata finalmente, dovevi essere qui già da molto, perché mi hai fatto aspettare tanto?"  

Il suono della sua voce non fece altro che accentuare l'ansia che provava, stava per andare via senza fermarsi neppure un istante, ma, spostando poco il là lo sguardo, non le fu possibile evitare di incrociare quello sorridente di un'altra ospite.
Due occhi azzurri immensi le restituirono la pace... si sedette e rispose tutto d'un fiato: 
"Sai, non volevo venire affatto, poi mi sono messa "in ghingheri", ho sfoggiato il mio sorriso migliore; ho tirato fuori quella parte di me che spesso tengo nascosta ed ho scelto di affrontarti.... Ti ho vista ed ho sentito forte la tentazione di girarmi ed andare via, poi, lo sguardo della tua rivale mi ha ricordato perché fossi qui e voglio dirti una cosa, quella che mi ha spinta a venire, perché voglio tu ne sia a conoscenza... sai spesso sono scappata al tuo cospetto, perché non riuscivo a trovare in me la forza di impedirti di fermarmi, ma, finalmente, ho conosciuto "lei" e tutto è diventato più semplice: mi ha spiegato chi sono e spinta a trovare tempo per me stessa; mi ha insegnato a non buttarmi via ed a non perdere minuti preziosi della vita soggiogata da te... ci sono riuscita... perciò, cara Paura, sei fuori dalla mia vita e quando pure dovessi rincontrarti... chiamerò lei, la preziosa Autostima e ancora una volta riuscirò a non farmi frenare!!!" 

domenica 30 dicembre 2012

Ricordi dal passato

E' una fredda mattina invernale, dietro le persiane si intravede il frenetico andirivieni della città: persone che entrano nei negozi, ragazzi che salgono sull'autobus per andare a scuola, donne con pesanti buste della spesa ricolme di generi alimentari di ogni tipo.
Non ha voglia di uscire, l'aspetta la solita giornata in ufficio, il telefono che squilla, i conti da far quadrare, le lamentele dei clienti per le imposte da pagare: però non può farne a meno.

Prende il cappotto, buttato sulla poltrona come ogni giorno, e lo indossa, poi infila il cappello ed inizia a cercare i guanti!!!
Impresa titanica, la sua borsa è da sempre più un baule che una borsa, contiene di tutto: fazzoletti, pacchetti di sigarette, trucco, pubblicità trovate nella cassetta della posta e mai aperte, caramelle... insomma veramente di tutto.

Si sta facendo tardi, saluta frettolosamente ed esce, senza aver fatto colazione e senza guanti.
Al portone una raffica di gelida tramontana la investe: non ce la fa... non sopporta il vento e le mani si sono già congelate.
Ricomincia a rovistare nella borsa, sperando, di essere più fortunata!
Ad un tratto tocca qualcosa di estremamente morbido, troppo per trattarsi di guanti di lana, lo estrae e.....

E' un piccolo orsacchiotto, minuscolo e tenerissimo, il regalo di una vita fa...
Quasi come se quell'oggetto fosse dotato di vita propria sentì il cuore riempirsi di tenerezza ed il corpo riscaldarsi all'istante.
La strada, d'improvviso, si trasforma: non più auto parcheggiate alla meno peggio e nessuno strombazza non appena il semaforo diventa verde!!
C'è una figura laggiù, proprio all'angolo, ha in mano un gesso e sta tracciando dei segni a terra... incuriosita si avvicina... si china per guardare il viso di colui che ha di fronte, avrà si e no 17 anni, capelli folti e caldi occhi marroni.

"Non ci credo, ma sei proprio tu??? e non sei cambiato per niente... ma come è possibile che per te il tempo non sia passato??"
Lui non rispose... alzò lo sguardo e le sorrise porgendole un altro pezzetto di gesso... "aiutami... giochiamo insieme".

Non si scompose più di tanto, si chinò e cominciò anche lei a tracciare righe e numeri.
Finito il lavoro si voltò verso di lui e, prendendolo per mano, gli regalò il suo sorriso più bello, quindi iniziarono a giocare a campana!
Dopo un bel po', stanchi ma rilassati e divertiti, si sedettero sul sellino di due biciclette appoggiate sul tronco di un albero, proprio lì accanto.
Lei si guardò nello specchietto e si accorse di non essere lei... o meglio di essere lei, ma lei di tanti anni fa... una sedicenne dalla faccia furbetta, con i riccioli biondi che le incorniciavano il viso e la felicità che le si leggeva distintamente negli occhi verdi e spalancati al mondo.
Per niente sorpresa si accostò al vecchio amico, il suo primo amore, e gli sussurrò: "so che sei solo frutto della mia fantasia, che tra poco svanirai, che tutto questo sarà solo un ricordo, ma volevo dirti che sono felice di averti rivisto; volevo chiederti perdono per come sono sparita, volevo dirti che sono felice di averti incrociato nella mia vita... ah, un'ultima cosa, l'orsetto che mi hai regalato ce l'ho ancora, lo custodisco come un dono prezioso, il più prezioso che io abbia mai ricevuto!!"





mercoledì 5 dicembre 2012

Di notte

E' notte fonda, mi sveglio di soprassalto: è strano, come se qualcosa di imprevisto ed imprevedibile abbia interrotto il mio sonno.
Chi lo sa: un sogno poco gradevole? un dolore causato da una posizione sbagliata? qualsiasi sia stata la causa sta di fatto che, alle 3.00, mi rigiro nel letto senza sapere bene cosa fare.
Mi alzo e vado in cucina: forse una tazza di latte caldo può servire a rilassarmi e quindi contribuire a farmi riprendere sonno.
Silenziosamente, per non svegliare nessuno, prima di accendere la luce chiudo la porta: vedo il pacchetto di sigarette sul tavolo e me ne accendo una.
Il bricco è già sul gas, prendo il barattolo della cioccolata e ce ne metto due cucchiai colmi: giro lentamente.
Il fumo che sale dalla sigaretta si compone in spirali, le seguo con gli occhi e lascio i pensieri vagare liberamente.

Come è strana la vita, dopo anni spesi a punirmi di qualcosa di cui non sono mai stata responsabile, ho rischiato di ricominciare, ma l'esperienza conta qualcosa, almeno per me e, fortunatamente, mi sono fermata in tempo.
Già, stavolta non sono stata così presuntuosa da voler fare tutto da sola o, forse, stavolta ho capito di non aver colpe da dover scontare.
La strada intrapresa è quella giusta, ne sono sicura.
Sento che giorno dopo giorno le cose vanno meglio e riacquisto voglia di fare e amore verso me stessa.
Si allontanano i cattivi pensieri, i ricordi dolorosi, le persone che mi hanno ferito, quelle che non hanno capito e coloro che ho perso... il centro, ora, sono io!
Non serbo rancore, è un sentimento che non mi appartiene, lascio sempre uno spiraglio aperto per chi vuole rientrare: non serve bussare, basta entrare con discrezione e, soprattutto, con sincerità.

La sigaretta è finita e con essa hanno smesso di formarsi le spirali, i pensieri tornano al loro posto.
Spengo il gas, prendo una tazza e ci verso la cioccolata bollente!!
Mi siedo al tavolo ed inizio a sorseggiarla, il calore che sprigiona mi regala una sensazione gradevolissima: dolcezza!!
Il profumo di quella cioccolata bollente ha riempito la cucina ed è inebriante: esattamente come la vita che intendo vivere da ora in poi!!!


giovedì 22 novembre 2012

Paura... non ti temo!!!!

È buio pesto e regna un silenzio assoluto.
Nel cielo non si scorge neppure una stella, ci sovrastano degli alberi enormi i cui rami sembrano braccia pronte ad imprigionarci.
All'improvviso appare un grillo ed inizia ad usare tutto il suo talento per saltare tra di noi; si posa sulle spalle che trova più comode e da lì inizia a parlare, con una vocetta penetrante e stridula, con il chiaro intento di creare scompiglio. Non è un grillo qualsiasi: forse non si tratta proprio della nostra coscienza, ma sicuramente è molto vicino a quella parte di noi che spesso ci crea tanta insicurezza e ci frena!
Eccolo: inizia a parlare al mal capitato che lo ospita in quel momento!!
"Che ti avevo detto? Dovevi startene a casa, tu e la tua mania di fare fare fare.... non ne indovini una!!!" oppure, "ma che ci provi a fare... tanto sei una povera incapace, non hai talento, non sei in grado di fare nulla di buono!" e ancora "sei voluto venire qui? ora paga le conseguenze del tuo osare!!"
E' impossibile non ascoltarlo e, facendolo, tutto sembra diventare ancora più cupo di quanto già non fosse.
I rami si deformano e, piegandosi, si trasformano in serpenti; contemporaneamente farfalle gigantesche iniziano a volarci intorno e trasformano il silenzio, in cui ci troviamo immerse, in un ronzio che ci penetra nella testa, creandoci ancora più confusione.
In lontananza si palesano sagome apparentemente umane, ma non sono ben definite: sono nere e non riusciamo a distinguerne il volto!!
Guardandoci negli occhi comprendiamo che la sensazione comune è lo sgomento e percepiamo distintamente un'ansia che sale, ci arriva allo stomaco, poi più su, fino alla gola impedendoci quasi di respirare.
Ormai ci siamo convinte che non poteva succedere di peggio, ed invece tre sfere enormi si posizionano sopra di noi ed iniziano a tirar fuori dal loro interno ragni, pipistrelli ed altri insetti orripilanti, che in un istante hanno preso possesso dell'ambiente in cui ci troviamo... e contemporaneamente abbiamo iniziato a sentire grida e risate stridule, mentre inquietanti occhi rossi si intravedevano tra un ramo e l'altro.

Non ci sono più dubbi ormai: siamo all'inferno...

Potevamo lasciare che la paura ci sovrastasse e prendesse il sopravvento, invece, proprio come succede nelle favole, una voce, calda e rassicurante, ci dice di non lasciarci andare.
E' lontanissima e si alterna con un'altra, altrettanto dolce e serena... è la molla che ci serviva: ma si... che stupidaggine stavamo per fare!!
Torniamo a guardarci e tendiamo le mani, le stringiamo forte ed iniziamo a giocare a girotondo, cantando prima sottovoce, poi sempre più forte, fino a coprire il ronzio degli insetti... qualcuno grida, altri sbattono forte i piedi a terra... tutti insieme urliamo rivolti al quella bestiaccia impertinente:
"Ehi, grillo, ma cosa pensi di farci paura??? da quando un insettucolo delle tue dimensioni può venire a dettar regole ad un essere pensante?" con una piccola mossa facciamo cadere il grillo dalle spalle ed inventiamo una filastrocca:

Grillo parlante,
grillo bislacco,
lasciaci in pace,
torna nel sacco!

Nello stesso modo, ma anche ridendo di quei mostri che ci stavano terrorizzando, riusciamo, poco a poco, a farli sparire tutti ed il paesaggio torna idilliaco come doveva essere fin dal principio.
Insieme abbiamo sconfitto prima la paura ed inevitabilmente siamo riuscite a far scendere l'ansia; lo abbiamo fatto tenendoci per mano, mettendoci a giocare, cantando e ridendo, urlando: cercando, dentro di noi e con gli altri, quale potesse essere la strada da percorrere per farlo nel modo migliore.

E' quello che magistralmente ci hanno suggerito quelle due voci: Paola e Giulio, trovare il modo che più ci è congeniale per impedire ai mostri che ci nascono dentro di paralizzarci ed impedirci di godere di quanto di buono e bello abbiamo intorno.
Sono molte le strade: si può parlarne, disegnarle, oppure imprimerle con l'inchiostro sulla carta e camminare tenendole in mano, per poi scambiarle con chi ci è vicino...
Così, facendo questi tentativi, ci siamo potute rendere conto che ognuno ha le proprie paure, ma che, spesso, sono le stesse per molti, pur nella loro diversità di manifestazione, ed ci condizionano la vita.
Trovare la strada per affrontarle non solo ci consentirà di vivere meglio, ma, soprattutto, ci fornirà i mezzi per sconfiggerle e gli strumenti per combattere le nuove che immancabilmente si affacceranno nella nostra testa.

Non bisogna dimenticare che senza paure non si vive, anzi, spesso sono la nostra salvezza: proprio per questa ragione ho scelto di tenerne una per me.

Avevamo ognuno tre foglietti, una parola, su ciascuno, passeggiavamo per la sala e ce li scambiavamo, quando mi è arrivata tra le mani la parola ABBANDONO.
Per me non è una paura, ma un vero e proprio incubo, eppure non l'avevo scritta, era rimasta nella mia testa, ritrovarmela per le mani è stato un colpo!!
Il "gioco" che stavamo facendo mi imponeva di buttarlo quel pezzo di carta ed io avevo rispettato le regole, controvoglia ma lo avevo fatto.
Mi ero convinta che fosse un segno il fatto che mi fosse arrivata per le mani... perciò ero così contrariata, quasi infastidita.
Non ricordo se l'ho detto apertamente, ma sta di fatto che quando mi è stato detto che se volevo potevo scriverla di nuovo e tenermela non ho esitato un attimo.... ce l'ho nel portafoglio, proprio come uno di quei foglietti che ti lascia il medico per un appuntamento, o il parrucchiere... un memorandum per non dimenticare qualcosa di importante.
Ho fatto anche di più però, uno dei miei foglietti, MORTE, lo avevo dato via e quindi non ero stata io a gettarlo, perciò, su un secondo foglio, ho scritto quella parola ed ho stracciato quel pezzo di carta, con una violenza di cui non credevo essere capace.

E' proprio questo il succo della giornata, questo è veramente cambiato.
Si lascia andare qualcosa e qualcosa si trattiene: io mi sono presa la certezza che condividere consapevolmente aiuta a stare meglio ed ho lasciato lì il silenzio, che mi soffoca e nel quale mi rifugio sempre quando mi sento delusa, tradita o semplicemente non capita.

Da sola non ci sarei mai arrivata e per questo ringrazio i nostri "mostruosi conduttori": nessuno pensa sia facile intraprendere questo percorso, ma avere qualche "dritta" è sicuramente importante e noi di "dritte" ne abbiamo ricevute proprio tante!!!!


sabato 10 novembre 2012

La gatta sul tetto che scotta

Quando la mia amica mi ha domandato la cortesia di pensare alla sua gatta mentre lei era in vacanza, non ci ho pensato un attimo: le ho dato immediatamente la mia disponibilità!
La sera prima della partenza decidiamo di mangiarci una pizza a casa sua, affinché io possa rendermi conto di ciò che c'è da fare, dove trovare tutto il necessario e, soprattutto per farci due chiacchiere in santa pace.
Aprire una scatoletta, cambiare l'acqua e tenere pulita la lettiera non sono incombenze particolarmente complicate. Ascolto la mia amica quando mi suggerisce di tenere sempre a portata di mano dei "bastoncini" di fegato, che sono delle vere e proprie leccornie per la nostra gattina e, terminata la spiegazione dei miei "doveri" ci possiamo dedicare tranquillamente alla parte più interessante della serata: le confidenze e gli spettegolezzi!!
Sedute in balcone ci godiamo un po' di fresco ed il panorama dei Castelli Romani in lontananza... Micia è tranquilla sotto il tavolo della cucina e ci osserva con aria sorniona.
Si sta facendo tardi e ci salutiamo, Manuela mi dà le chiavi del suo appartamento e mi accompagna per un tratto di strada.
La giornata successiva è come tutte le altre salvo che, dopo il lavoro, andrò a prendermi cura di un animaletto!
Apro il portone e salgo fino all'ottavo piano, non appena giunta sul pianerottolo sento distintamente il miagolio dietro la porta e subito mi ricordo le raccomandazioni che ho ricevuto: "Simo, per evitare che Micia esca mentre apri la porta metti il piede nella fessura che si apre, vedrai che Micia si tira indietro!!". Eseguo alla lettera, ma non ottengo il risultato sperato, anzi, la gatta inizia a graffiarmi i piedi, decido allora di utilizzare la borsa, che mi offre maggior copertura e finalmente riesco ad entrare. "Stai buona Micia, mamma torna presto, io, nel frattempo, penserò a te: vedrai che ci divertiremo" ebbene si, sto parlando con un gatto e mi piace da morire.
Le apro la scatoletta e nel frattempo le tendo uno dei suoi "bastoncini", cambio l'acqua, le faccio un po' di coccole e scatto qualche foto da mandare alla "mamma"!!
Dopo una mezz'oretta mi preparo per tornare a casa.
Strada facendo chiamo Manuela e l'avviso che è tutto a posto.
Così per sette giorni... a volte la mattina, altre il pomeriggio, col rapporto con Micia che diventa sempre più facile: ora mi aspetta e non mi graffia più, non solo, non serve di certo la borsa per entrare, anzi addirittura neppure il piede, il problema, piuttosto, è diventato uscire... la mia amica si stende davanti alla porta e mi impedisce di lasciare l'appartamento... è evidente che le fa piacere la mia compagnia o, forse, non ha voglia di stare sola!!!
Ma torniamo a quello che è successo il settimo giorno... nella giornata precedente aveva piovuto molto forte ed io avevo abbassato le tapparelle un po' più del solito per impedire che si allagasse tutto: credo che Micia abbia interpretato male questo mio gesto e...
Quando sono arrivata al piano non ho sentito il solito miagolio dietro la porta, ma non ci ho fatto caso più di tanto, ho pensato che Micia fosse in balcone a rinfrescarsi. Ho aperto e sono entrata chiamandola "Micia... sono arrivata... dove sei??? vieni che ti faccio un po' di coccole!!" niente... non si faceva vedere.
Sto parlando di una casa piuttosto piccola, ma della gatta non ho trovato traccia.
La ciotola dove mettevo il suo cibo era vuota ed anche l'acqua era finita, questo mi ha reso immediatamente chiaro che era stata lì ... inoltre c'erano croccantini sparsi ovunque.... ma dov'era finita??
L'ho chiamata per venti minuti senza ottenere alcun tipo di risposta, ho perfino fatto ricorso ai bastoncini, ma non c'è stato verso... era proprio sparita!!
Non sapevo cosa fare e dove cercarla, non volevo mettere in ansia Manuela, ma avevo bisogno di dirle quello che stava succedendo anche per avere qualche consiglio su dove cercarla e, alla fine, le ho telefonato.
Invano ho seguito le sue indicazioni non sono riuscita nell'intento di scovarla.
Sempre al telefono con la mia amica che sentivo preoccuparsi quanto e più di me, esco sul balcone e, in quello dei vicini, dietro l'angolo, vedo una coda... chiamo, ma niente, quella coda si muove, ma Lei rimane lì, dandomi le spalle, quasi si stesse nascondendo.
Tranquillizzo la mia amica e torno a casa... sto come una pazza... perché ha fatto così?
Quando il giorno seguente torno la situazione è la stessa, di Micia non c'è traccia e di nuovo terminato il mangiare e l'acqua... il bastoncino che avevo lasciato vicino la finestra era sparito... segnali inequivocabili che la "simpatica bestiolina" era stata lì, ma che non voleva vedermi.
Ho anche sentito miagolare, dal soppalco, ma non ho potuto arrampicarmi comunque, un po' più tranquilla, sono andata via!!
Ero nervosa e mi sentivo in colpa perché il giorno dopo sarebbe rientrata Manu e non avrebbe trovato la sua Micia, non ero stata una buona "vice mamma".
E' stata una notte lunghissima, sonno agitato e brutti sogni: una delle poche volte che ho vissuto il risveglio come una liberazione.
Ricordo bene che era un sabato mattina, mi sono vestita velocemente e mi sono avviata: arrivata al pianerottolo avevo quasi paura ad aprire la porta, ma.... un miagolio mi ha sollevato il cuore!
Ho infilato la chiave nella toppa ed ho messo il piede nella fessura, ma Micia non voleva uscire, voleva solo coccole che ha puntualmente ricevuto insieme ad una marea di improperi "Cattiva... ma dove sei stata? lo sai che ci hai fatte preoccupare?" e lei? lei faceva le fusa, mi si strusciava sulle gambe, si rotolava sul pavimento, voleva giocare.
Io? io ho giocato con lei, l'ho riempita di carezze e l'ho abbracciata!!!

venerdì 2 novembre 2012

Lei non mi ha riconosciuto


Ho deciso di accompagnare Francesco oggi, il mio carissimo amico Francesco che da sempre chiamano “Ceccù”. 
E' nato a Genova nel ’49, in Corso Perrone e per 35 anni ha lavorato in Italsider, per la precisione all'altoforno, fino al 2002, l'anno in cui chiusero le cokerie a causa del loro impatto sulla salute. 
Quante volte mi ha raccontato il terrore per l’esplosione del 1991, del crogiolo Afo2 oppure della perdita di ghisa liquida a 1550° nel 2004 che creò un giusto panico nell'intero quartiere. 
Diceva sempre che in quegli anni chi lavorava in quel reparto doveva per forza essere robusto e senza tante storie per la testa. 
Mi descriveva i volti dei colleghi che erano alla linea di decapaggio di acido cloridrico e solforico: 30 anni, ma ne dimostravano 50 ed i loro volti erano scavati intorno ad occhi come palline da golf usate da troppo tempo. 
Diceva di sentire ancora il frastuono dei treni per la laminazione a freddo vicino alle linee di stagnatura e cromatura elettrolitica: una bolgia infernale di fumi e fuoco e odori nauseabondi e loro costretti a stare lì, come dannati senza colpe da scontare, se non quella di avere una famiglia a cui garantire un avvenire. 
Quando rientrava a casa dalla moglie, talvolta era così stanco che non non riusciva neppure a togliersi i vestiti sporchi, e si sedeva direttamente a tavola per pranzo o la cena. Si lavava solo le mani: quello era imprescindibile, doveva farlo, sempre! 
Dice che, spesso, fissando il buco del lavandino che inghiottiva l’acqua sudicia , si domandava se insieme a quella nera miscela, sarebbero scivolate via anche le ultime forze rimaste per aprire la bocca e masticare. 
Ho deciso di accompagnarlo oggi perché lui ha un sacco di amici, ma alcuni di loro, purtroppo, sono morti e così ho deciso di andare con lui a portare loro un fiore, su al cimitero di Coronata. 
Siamo lì e mi commuovo guardando le varie tombe: il Parodi morto di tumore al polmone, addetto alla cokeria; il Canepa, morto di leucemia, anche lui alla cokeria; Sciaccaluga Vittorio, “il gigante buono”, che invece di schiacciare l’uva, come l’origine del suo nome farebbe pensare, ha “pestato” per 30 anni i laminati con la pressa che ora sta arrugginendo davanti al Leroy Merlin.
E' proprio mentre facevamo quello che Ceccù definisce "il mio solito giro a salutare vecchi colleghi", dopo aver lasciato un crisantemo sulla tomba del caro Ferrando, anche lui scomparso per un brutto male, che vedo il suo viso "trasfigurare" accendersi di una luce mai vista prima.... mi guardo intorno provando a capire cosa stesse succedendo... lo prendo per mano, gliela stringo, lui si volta verso di me e, con lo sguardo mi indica una donna poco distante da noi!!!
E' bella, ben vestita, con lo sguardo fiero e limpido... sento che non è una persona qualsiasi, lo percepisco dal tremore della mano che sto stringendo e capisco!
Non può che essere che un suo vecchio amore, l'abbiamo incrociati lungo il vialetto che porta all'ossario comune. Si sono guardati, me ne sono accorta, così come mi sono accorta che hanno finto di non riconoscersi, ma io sono più che certa del fatto che il mio amico sta viaggiando nei ricordi!! 
Ormai eravamo vicinissimi e loro non si sono guardati, Francesco ha sfiorato il cappotto del marito: tutto ben coperto, con cappotto, sciarpa ed ombrello sul braccio. Aveva l'aspetto sano di un ricco imprenditore in pensione, uno di quelli che l'aria di Cornigliano, in quegli anni, doveva averla sempre respirata attraverso il filtro di un condizionatore sia d'estate che d'inverno.
Potevo immaginare la rabbia che stava montando in Ceccù, per questo strinsi la sua mano ancora più forte e, appena a distanza di sicurezza, gli chiesi cosa stesse provando.
La sua risposta mi lasciò interdetta, ma lo lasciai parlare: "E' un mio vecchio amore... ma tanto vecchio, e, come avrai notato, non mi ha riconosciuto. La memoria ha scaraventato nel mio naso un profumo di uva, pitosforo, glicine ed erba appena tagliata. Sai la mia mente ha attivato le immagini sbiadite di una merenda dietro un casolare su alla Guardia ed un bacio appassionato davanti ad un tramonto, che in quei periodi era ancora uno dei più bei film che si potessero vedere. 
Quella passione era durata qualche mese, anche se ci eravamo promessi che non sarebbe finita mai.
L’ho guardata e ho capito che, a ricordarmi di quell'amore, ero rimasto solo io ed ora, mentre stiamo uscendo dal cimitero, qualcosa mi dice che è andata bene così. Ma forse questo non è il posto giusto per simili cattivi pensieri e nemmeno il giorno.",
Ho lasciato la sua mano, l'ho preso per le spalle e l'ho fatto voltare verso di me!
"Ceccù, fingo di essere lei per qualche momento e ti dico cosa potrebbe aver provato: quando ti ho visto è stato come fare un tuffo nel passato, il cuore ha iniziato a battere più forte ed i ricordi si sono fatti intensi. Ho rivissuto, per un attimo, la mia giovinezza, ho rivisto due giovani pieni di speranze e con tanto amore da regalare al mondo, ho sentito un profumo forte di glicine, ho rivisto un casolare su alla Guardia, ho ripensato ad un bacio appassionato e alle promesse che ci siamo scambiati, poi ho visto mio marito, al mio fianco, e tu che nemmeno mi hai riconosciuta.... ho tirato dritto, lasciando che la rabbia smontasse da sola."
C'è sempre un'altra prospettiva, un altro punto di vista, un altro modo di affrontare la stessa situazione!!

(Un grazie sentito al mio amico Hal, per la gentile concessione, e tante scuse per la rivisitazione)



giovedì 5 aprile 2012

Favola che si trasforma e, finalmente, diventa realtà

Ti ricordi????
Una Fata che incontra il Jolly...... ma anche una passeggiata senza fine... sorridenti, sereni e felici per quella conoscenza finalmente realizzata....Il Colosseo, Il Foro Romano, i Giardini del Palatino, il Campidoglio, la Rupe Tarpea ...
Quanto abbiamo viaggiato con la fantasia io e te??? eppure, alla fine, abbiamo avuto ragione noi ed in parte quei sogni si sono realizzati, perchè quegli incontri sono avvenuti, magari non come li avevamo raccontati, ma nemmeno tanto lontani da quella favola che si era sviluppata tra le righe di quelle due note....
Non era forse inverno quando ho deciso di prendere l'aereo e di guardare in faccia quella persona che per mesi e mesi aveva reso la mia vita un continuo, spensierato, allegro e multicolore viaggio??? e se l'incontro non è avvenuto davanti un camino, nella nostra baita, con la chitarra ed il canzoniere... che cosa vuoi che importi???
Le emozioni sono state le stesse..... volti noti solo in foto che diventano reali, voci che non devono essere immaginate, ma possono essere ascoltate..... vissute.... E poi la Valle.... dove mille volte avevo sognato di perdermi e che invece ho potuto soltanto sfiorare.... Il Castello di Miramare..... Piazza dell'Unità..... la Napoleonica.... in ultimo, ma solo perchè è la cosa che, dopo la Valle ho di più nel cuore.... il vostro spettacolo..... le emozioni che ho provato.... le lacrime versate di nascosto.... i sorrisi spesi con gioia....
E come dimenticare le persone che ho incontrato in quei giorni???? Un mondo che è entrato, prepotentemente, a far parte del mio.... che mi ha resa più ricca, che mi ha regalato la sensazione di essere una di voi, nonostante la lontananza!!! Persone vere, perchè solo un'anima pulita riesce a regalare tutto questo!!! Ecco cosa intendo....
E' proprio vero le favole servono a questo: a realizzare i sogni… e noi lo abbiamo fatto!!!

Non era estate e non faceva caldo, a pensarci bene avevo raccontato di una domenica ed invece il tour è iniziato di venerdì sera per concludersi il sabato pomeriggio, ma quei posti di cui ti avevo parlato, sono riuscita a farteli vedere quasi tutti.... ma no..... non hai visto la Roma più bella..... hai visto la Roma dei turisti.... quella che è meta e tappa fissa di chiunque venga qui la prima volta........ Roma è altro...... Roma è atmosfera.... Roma sono i vicoli..... Roma sono le persone che ci vivono e la colorano...... Roma è quel barista che ti "prende un po' in giro" ma solo per simpatia, per il gusto della battuta e per dimostrarti che è presente, c'è, ti ascolta....
Roma è la piazzetta sconosciuta ai più.... che vedi perchè sbagli a svoltare e ti ritrovi davanti a qualcosa che non pensavi neppure potesse esistere..... Roma sono le fontane..... le chiese.... le ville.....
Roma è magia perchè è una scoperta continua ed incessante.....
Trieste.... la Val Rosandra.... Roma....tappe di un cammino che abbiamo iniziato giocando.... il gioco si è trasformato in amicizia e quell'amicizia sta crescendo....si sta trasformando in un affetto forte che neppure la distanza riuscirà a far svanire.
Le mie lacrime, che invece di diminuire ogni volta aumentano, la tua timidezza che pian piano si affievolisce lasciando spazio a quello che sei davvero, quello che viene fuori quando scrivi.....
Il mio gesticolare, parlare veloce, incespicare ovunque..... la tua pacatezza e la tua sottile ironia....
due universi paralleli che si sono incrociati e che, probabilmente, non si perderanno più, ora non ci resta che aspettare il giorno in cui la tua timidezza sarà completamente "vinta" ed io riuscirò a controllare un po' meglio la mia emotività.....
La favola è ormai solo un pallido ricordo….. bello ed affascinante quanto vuoi, ma sicuramente meno gratificante della verità che abbiamo vissuto….
Tu hai chiuso la tua nota con un “Grazie Mule” io, invece, la chiudo con un altro motto “’namo fratè che er mejo deve ancora venì”!!!

martedì 1 novembre 2011

C'era una volta, ma in fondo c'è ancora........

Un sasso infingardo e terribilmente maleducato, prese la disdicevole iniziativa di gettarsi contro l'inconsapevole e, soprattutto, incolpevole piedino della dolce donzella.....
L'urto inatteso e repentino causò un dolore lancinante alla fanciulla, talmente forte da farle perdere i sensi per alcuni istanti e da indurre i suoi fedeli scudieri ad indossare le proprie armature, sellare i destrieri e prontamente muoversi alla volta del vicino accampamento dove sarebbe stato possibile prestare le doverose cure alla loro protetta.....
Il viaggio per fortuna fu breve, ma non così l'attesa....
Era piena estate ed il solleone bruciava le membra di chiunque osasse sfidarlo, ma nella tenda allestita per il soccorso dei viandanti che si trovavano nella necessità di cure il gelo regnava sovrano....
Un freddo strano che toglieva le forze, probabilmente creato all'uopo per impedire agli astanti lamentele eccessive dovute al tempo interminabile che avrebbero dovuto trascorrere in quel luogo
Torniamo al racconto.... passarono i minuti..... le ore..... e la pulzella ingannava l'attesa osservando la varia umanità che le sfilava sotto gli occhi....
"Guarda quella bimbetta.... avrà si e no tre anni...... Poverina, ma perchè piange così.... ma certo, è ovvio non muove il braccino..... deve averlo rotto"
"O cielo..... ma la caviglia di quel baldo giovine.... cosa sarà successo???? sembra il tronco di una quercia...."
"Quell'anziana dama, invece, sta soffrendo molto..... si stringe la mano.... piangendo ed urlando - mi brucia - "

Gli uni accanto agli altri a trasmettersi calore, calore umano, perchè per quel che concerne il calore vero......
Storie che si intrecciano, racconti di vita..... il tempo, condividendo esperienze, sembra scorrere più velocemente e sembra rendere la situazione quantomeno sopportabile, perchè la situazione ha veramente del surreale....
La pulzella ha le dita del piccolo piede sempre più doloranti..... ma sopporta con pazienza.....
Ecco, finalmente dopo tre lunghe ore d'attesa, il cerusico la convoca e, con un'apparecchiatura mai vista prima, le scatta cinque foto all'arto infortunato....
"Damigella, torni pure dai suoi fidi accompagnatori, ci vorrà del tempo per vedere impressi i suoi teneri ossicini sulla carta..."
Sotto la tenda il freddo è aumentato ed anche le persone in attesa..... inoltre iniziano a farsi sentire i morsi allo stomaco dovuti alla fame, perchè l'ora dedicata al desinare è già passata da molto tempo.....
Ci si guarda intorno a cercare qualcosa da mettere sotto i denti..... poco distante una piccola tenda con qualcosa di commestibile..... oddio.... commestibile.... diciamo masticabile.... appena mandata giù, infatti, ha iniziato a livitare nello stomaco provocando fastidiosissimi dolori.....I nostri poveri ed intrepidi amici non riescono a trovare pace.... e la stanchezza aumenta di minuto in minuto, insieme all'insofferenza.... ed al freddo....
Il sole, nel cielo, incurante di tutto, continua il suo viaggio e si accinge ormai a coricarsi non prima di aver lasciato il suo posto alla sua dolce amica luna....
Nel silenzio rotto dal vociare ridotto ormai ad un sussurio confuso si apre la tenda.... appare il   cerusico...."Dolce Damigella..... può tornare alla sua dimora.... il piedino non ha subito danni che richiedano ulteriori interventi da parte mia.... mi raccomando solo di tenerlo a riposo per qualche giorno e di premurarsi di fare qualche impacco con le erbe medicinali....."
E' il momento dei saluti.... baci ed abbracci..... ed una battuta che tanto battuta non era....
"Ci vediamo tutti qui domani, perchè il freddo patito sicuramente avrà delle spiacevoli conseguenze su parecchi di noi.... e sicuramente i nostri poveri polmoni ne risentiranno..."

Fantasia????? no pura realtà..... romanzata forse..... ma pura realtà......

Agosto 2011