martedì 20 marzo 2012

Libertà

Non si trova all'angolo di una strada,
neppure nel banco di un mercato,
vive di se stessa ed di se stessa si nutre.

La senti vicino a chi non ti giudica,
la respiri nel volo di un gabbiano,
ne assapori il sapore in un campo di grano.

E' nel rumore del mare,
nel silenzio di un bosco,
nel fracasso di un tuono.

Se l'hai provata anche una sola volta
non riesci più a farne a meno,
perchè un uomo libero vive davvero!!!!

lunedì 12 marzo 2012

Presente e passato

Quello che vivo oggi
è frutto di ciò che ieri mi ha ferita,
il passato è solo un ponte
per rendere più vero il presente!!

Parole sussurrate,
frasi profonde,
sorrisi pieni,
affetto sincero!!

Nel sole che scalda,
con la pioggia che scende,
vivo il momento,
godo il presente!!

Voglio ringraziare chi mi ha ferita,
perchè mi ha resa più sensibile,
più vera, pronta a difendermi,
ma capace di comprendere!!!


sabato 10 marzo 2012

Fantasticando





Chiudo gli occhi e ti vedo:
sei davanti a me
sento il tuo profumo
ascolto la tua voce
le tue braccia mi stringono
il mio cuore batte all'unisono col tuo!!
Emozioni che si rincorrono all'infinito
l'infinito che si è fermato in quell'istante!!!





domenica 4 marzo 2012

Fa caldo.... riposiamoci un po'

Il caldo che si è abbattuto sull’Italia in questi giorni sta, in qualche modo, condizionando anche il nostro viaggio.
Sprecare la magia per sopportare l’afa ci sembra veramente una stupidaggine, preferiamo quindi limitarci negli spostamenti ed evitare sforzi inutili.
Detto fatto. Gian sta dormendo….Camomì, il camper, ci fornisce tutti i confort del caso ed io decido di aggiornare un po’ il diario di bordo.
È un compito a cui, normalmente, si dedica mio fratello, ma visto che sono giorni e giorni che non ci mette mano….. penso di farlo io.
Il libretto è sulla dispensa, come al solito.
Gian è disordinato quanto me, ma per quello che riguarda il riassunto di questo viaggio, devo dire che è veramente attento.
Prendo una sedia, mi accosto al piccolo tavolino, ho la penna in mano e sto per iniziare, ma un colpo di vento, che non si capisce da dove arrivi, fa in modo che mi si apra una pagina precisa del diario.
Inizio a leggere e, d’incanto, mi si affacciano alla mente i ricordi di quelle che sono state le nostre avventure fino a quel momento.
Si tratta del racconto dell’incontro che abbiamo avuto con Babbo Natale.
Istintivamente metto la mano in tasca e cerco il documento che ci ha consegnato. Lo strofino e vedo il faccione del canuto vecchietto comparire nitido.
“Bene, sono ancora capace di sognare” non che nutrissi molti dubbi in proposito, ma avere questa certezza mi rende tranquilla.
Che bei ricordi…… la Val Rosandra…. Mi manca, le emozioni no, quelle le ho ancora nitide dentro di me.
E poi l’Egitto, l’incontro con la Mummia del Faraone e lo stato di estasi che mi aveva provocato la visita alle Piramidi.
Sento una presenza dietro di me, mi volto e vedo che mio fratello si è svegliato, sta leggendo anche lui.
Senza parlare avvicino una sedia alla mia e gli faccio segno di sedersi.
Ora siamo insieme, di nuovo, come sempre in questo viaggio.
“Simo apriamo un’altra pagina a caso, vediamo cosa esce? Vediamo se c’è qualcosa che chi ci sta guidando in quest’avventura vuol dirci???”
Stranamente remissiva accontento il mio fratellone….. la pagina decidiamo di lasciarla scegliere al ventilatore.
Ecco, si è fermata….. le isole Samoa, il secondo giorno di viaggio.
Leggere Gian significa vivere quello che si ha sotto gli occhi ed inevitabilmente siamo di nuovo immezzo all’uragano, scalzi, che balliamo.
“Fratè, stavo bene quel giorno!!! Guarda come rido…..”
“Xe vero, ma ciacolavi troppo”
Si, chiacchieravo troppo….. come se ora stessi zitta.
“Sai Jolly che ho un po’ di nostalgia di quei giorni? No, non dei posti, dei giorni…… era solo l’inizio, ora, invece, siamo quasi arrivati al termine e mi viene spontaneo chiedermi come farò a separarmi da te, a tornare alla vita di tutti i giorni….”
“sssshhh, non ci pensare ora….. ora pensa a quello che abbiamo fatto e quello che dobbiamo ancora fare…”
Non ci pensare, facile per lui, ma io sono un po’ di giorni che non penso ad altro.
Questo viaggio mi ha restituito mio fratello, ma, soprattutto, mi ha fatto ritrovare me stessa.
Non mi sono mai sentita tanto bene, mai ho goduto tanto di quello che la vita mi offre.
Ripenso alle Isole Samoa, alla furia della natura che ci aveva visti imperturbabili spettatori.
Non spaventati, solo incuriositi…. Non stavamo offendendo nessuno, la natura voleva solo manifestarci la sua magnificenza.
E quando il Pesce parlante è saltato sulla nostra “Camomì”?
“Ti ricordi fratè? L’abbiamo invitato a pranzo ed io che gli offro???? Pesce…..”
“Simo, te sarai pure cocola, ma in quanto a diplomazia……”
“Che voj…… io la diplomazia nun so’ do’ sta de’ casa….. io quello che penso dico e quello che dico penso, lo dovresti aver imparato in questi mesi….”
Se lo ha imparato…… quante volte si è dovuto trattenere dal prendermi per la gola??? Quante volte avrà combattuto contro la voglia di sbattere questa capocciona di una sorella al muro???
“Tacco venti, vogliamo parlare un momento della Val Rosandra e delle sensazioni che ti ha fatto provare?”
No, non voglio parlarne, sono mie, sono dentro di me, mi appartengono e nessuno me le porterà via, mai, qualsiasi cosa succeda da oggi e per sempre….
Proprio perché non voglio parlarne, cambio prontamente discorso.
“Gian tutto bellissimo in questo viaggio, non ho dubbi, ma lo sai che mi capita spesso di ripensare alla prima volta che ci siamo trovati a parlare, davanti al caminetto….”
Già, che serata quella…… le ore non passavano, abbiamo fatto quasi mattina, raccontandoci, scherzando, ballando.
La musica ci faceva compagnia, il mio canzoniere e la chitarra di mio fratello.
All’epoca ancora non lo sapevamo di essere fratelli. Avevamo scoperto di avere tanto in comune, questo si, ma non ancora di essere fratello e sorella.
Io che raccontavo episodi di quel passato che tanto mi ha ferita ed umiliata e il mio Jolly (si all’epoca era solo il Jolly) pronto a consolarmi, a tranquillizzarmi, a distrarmi.
L’abbiamo ripetuta diverse volte quell’esperienza, spesso e volentieri, poi ha iniziato a far caldo ed abbiamo preferito trasferirci in riva al mare.
Il fuoco non poteva mancare, mai, io senza fuoco sembra che non riuscissi a parlare.
Ed allora altre chiacchiere, altre confidenze, altre paure superate.
Ricordi affiorati per caso, a causa di una nota, pianti disperati consolati con la semplice presenza attenta e piena di tenerezza.
Tutto questo ci ha portati a decidere di partire insieme, perché condividere pensieri tanto profondi ha svelato il mistero della nostra parentela e siamo in viaggio.
“Sorellina, la Val Rosandra…. Perché non vuoi parlarne con tuo fratello???”
“Tesoro mio, ti parlerò della Val Rosandra, delle sensazioni, delle emozioni, di tutti i sogni e le speranze che lì ho lasciato, ma non chiedermi di farlo ora. Se ne parlo escono da me….. volano via, mi abbandonano. Non posso rischiare di perderle, ne ora ne mai.
La Val Rosandra è anche una metafora: è la mia meta, il traguardo che intendo raggiungere, la realizzazione del sogno, il mio habitat naturale, il mio desiderio da esaudire”.
Mio fratello mi guarda, allunga una mano, sposta una lucciola che mi si è posata sulla guancia….
“Ssssshhhh, non serve, va tutto bene….. c’è tempo, c’è tutto il tempo che vogliamo….. pensa solo a star bene come stai ora e la Val Rosandra rimarrà dentro di te, sempre e per sempre…..”


Rimaniamo in Toscana

Camomì, la sorella non la barca/camper, è stanca, accaldata ed anche particolarmente polemica.
“M’hai fatto camminà troppo…. Lo vedi??? Mo’ me fanno male i piedi e non possiamo annà a Firenze!!!”
“Simo, ma quante volte, a Volterra, ti ho pregata di fermarti, di riposarti, di non zompettare come un canguro?  Ma tu? Quando mai…. lei è indistruttibile ed ecco i risultati. Forza, siamo quasi arrivati… Allunga il passo, che poi guido io!!”
“Portame in braccio almeno…”
Detto fatto, mio fratello, per tutta risposta, raccoglie un ramo da terra e mi minaccia, con uno sguardo che avrebbe terrorizzato chiunque, ma non me: inizio a fargli gli occhi dolci… Un po’ di moine…
“Dai fratellino, lo so che non lo faresti mai… se poi mi faccio male… dai, poi una volta arrivati a Camomì, ti preparo un bel caffè… ti porto il giornale… ti preparo il pranzo…”
“….. non mi piace il caffè…..”
Ma lo sguardo si sta già addolcendo: dopo poche altre frasette sono sulle sue spalle…
Arriviamo a Camomì, mi adagia sul sedile del passeggiero e si mette alla guida.
Attraversiamo la campagna toscana e lo spettacolo della natura che ci circonda ci affascina talmente tanto da toglierci anche la voglia di litigare tra di noi.
Sto buona buona, seduta al mio posto. Non parlo, guardo in silenzio…
Troppo silenzio, mio fratello si volta verso di me….
“Sorellina…. te vederà che pasa tuto….. te diol le gambe?”
“No, Gian, tranquillo, sto solo sognando!”
“Ben…. Aposto semo….”
Già i miei sogni sono pericolosi e mio fratello lo sa bene.
“Sai cosa mi piacerebbe??? Prima di arrivare a Firenze vorrei passare per Castiglioncello”
“Simo….xe una strada diversa….”
“Uffa lo so…. Ma potremmo prendere la FI – PI – LI invece che l’autostrada… dai…. Ti ……”
“Ti…… scaldime la zena e preparite una fritata, ndemo…..”
Cocolo d’un fratello……accosta per farmi passar dietro….
Sono sola nel cucinino ed invece di preparare da mangiare cosa faccio…. Mi siedo e guardo fuori dal finestrino….
Siamo già sul lungomare….. abbiamo raggiunto Rosignano….. a Castiglioncello manca veramente poco….
I pensieri volano veloci…. Tornano a pochi anni fa, quando da queste parti trascorrevo le vacanze, con tanta voglia di ricominciare nel cuore e nessuno stimolo per farlo.
Le cose sono molto cambiate da quei giorni. Oggi la voglia di fare è la stessa, ma ci sono anche le motivazioni e la capacità.
Incredibile, due anni e la mia vita è completamente cambiata.
La paura sta lentamente scomparendo, le ferite sono rimarginate, il passato ormai accettato.
Mio fratello in tutto questo ha avuto un ruolo fondamentale e non posso non tenerne conto.
“Gian….. quando arriviamo all’altezza della Stazione, gira a sinistra, c’è un grande parcheggio, lasciamo lì Camomì e ci facciamo una passeggiata, voglio tornare alla terrazza, ammirare il mare….”
“Signorsì, sissignore….. come lei comanda…. Non sia mai detto che mi permetta di contraddirla!!!”
Siamo arrivati, il mio gigante parcheggia e viene ad aprirmi, convinto di trovare, per lo meno, la cena pronta…. Neppure a parlarne…
“Simo…… sono affamato…. Ma dai, ci andiamo domani sulla terrazza, ora riposiamoci, è il tramonto….”
“Ma che dici???? – e prendo dalla tasca un pizzico di polverina magica – guarda il sole….. sta sorgendo proprio ora dietro le montagne….. ti posso mettere un po’ di latte nella tazza…. La brioches te la compri al bar….”
Gian ride…. So di farlo divertire quando faccio così….
Scendiamo tutti e due ed iniziamo la nostra passeggiata.
Si sta benissimo all’ombra dei pini…. Il parco giochi è vuoto, ma si sentono echeggiare, comunque, le risate dei bambini che lo affollano normalmente…..
La terrazza è vicina…. ed io allungo il passo…..
Mi siedo sul parapetto ed osservo il mare, mi lascio inebriare dal suo profumo e ne assaporo i colori.
C’è silenzio intorno a noi e non vorrei mai che finisse. Sento la pace invadermi, vedo che mio fratello è altrettanto sereno e non può che farmi piacere.
Siamo vicini, con il cuore prima ancora che fisicamente.
Lo sappiamo che per noi le distanze non esistono e non esisteranno mai!!!
Il mare che abbiamo vissuto, ora lo ammiriamo dall’alto…. Ci voltiamo ed i pini ci danno il senso del bosco… in lontananza si vedono le montagne…..
C’è tutto quanto ci fa star bene…. e, soprattutto, ci siamo noi….. vicini nonostante le distanze.