venerdì 18 gennaio 2013

Il ritorno

Il treno corre veloce,
i paesaggi cambiano ed il freddo aumenta;
il sorriso scomparso dalle labbra,
trova spazio nel cuore!!

La distanza aumenta,
il silenzio è assordante, il buio incombe;
appaiono le prime luci della città,
apro la porta sono a casa!!!

Tre giorni intensi,
risate, allegria, confusione e malinconia;
la voglia di stare bene,
la paura di non riuscirci!!

Le cose belle finiscono,
ma solo per far spazio ad altre più preziose;
quello che ho vissuto è mio,
nessuno potrà privarmene!!!

domenica 6 gennaio 2013

A modo mio

Apre la porta della sala ed entra: abito rosso ed aderente, le arriva poco sotto il ginocchio, scarpe rigorosamente nere e tacco alto.
Ha scelto di rinunciare alla classica pochette, non potrebbe contenere tutto quello che le occorre ed ha optato per una borsa elegante che le ha prestato la sua amica, che ha molte occasioni più di lei per usarla; una stola di seta, un filo di perle al collo ed orecchini discreti a completare il look.

Sente gli occhi di tutti puntati addosso e le dà veramente fastidio: doveva indossare qualcosa di meno vistoso, ma non ha resistito alla tentazione, voleva essere bella quella sera, doveva dimostrare che poteva esserlo, malgrado le difficoltà della vita quotidiana che imbruttisce chiunque.
La vide in quel preciso momento ed il cuore si fermò all'istante.
Si avvicinò a testa alta, guardandola fissa negli occhi, senza apparente timore od esitazione.... cosa le stava succedendo lo sapeva soltanto lei e così doveva continuare ad essere. 
Era a pochi passi dal tavolo e vedeva distintamente gli occhi di lei, neri e bellissimi, il fascino che emanavano era inconfondibile!!
"Ciao, sei arrivata finalmente, dovevi essere qui già da molto, perché mi hai fatto aspettare tanto?"  

Il suono della sua voce non fece altro che accentuare l'ansia che provava, stava per andare via senza fermarsi neppure un istante, ma, spostando poco il là lo sguardo, non le fu possibile evitare di incrociare quello sorridente di un'altra ospite.
Due occhi azzurri immensi le restituirono la pace... si sedette e rispose tutto d'un fiato: 
"Sai, non volevo venire affatto, poi mi sono messa "in ghingheri", ho sfoggiato il mio sorriso migliore; ho tirato fuori quella parte di me che spesso tengo nascosta ed ho scelto di affrontarti.... Ti ho vista ed ho sentito forte la tentazione di girarmi ed andare via, poi, lo sguardo della tua rivale mi ha ricordato perché fossi qui e voglio dirti una cosa, quella che mi ha spinta a venire, perché voglio tu ne sia a conoscenza... sai spesso sono scappata al tuo cospetto, perché non riuscivo a trovare in me la forza di impedirti di fermarmi, ma, finalmente, ho conosciuto "lei" e tutto è diventato più semplice: mi ha spiegato chi sono e spinta a trovare tempo per me stessa; mi ha insegnato a non buttarmi via ed a non perdere minuti preziosi della vita soggiogata da te... ci sono riuscita... perciò, cara Paura, sei fuori dalla mia vita e quando pure dovessi rincontrarti... chiamerò lei, la preziosa Autostima e ancora una volta riuscirò a non farmi frenare!!!" 

martedì 1 gennaio 2013

Inizio d'anno.... ti avevo dimenticato

Un raggio di sole le carezzò il viso ed il suo calore le diede immediatamente la spinta giusta per ripartire.
L’albero sembrava dormire e lei fece piano per evitare di interrompere il sonno del suo nuovo amico.
Si stiracchiò come era solita fare…. Allungò le braccia verso l’alto e sorrise quando si rese conto che qualcosa la stava cingendo… « ehi, perdonami, ti ho svegliato… !!!! »
La stretta si faceva sempre più forte e lei si sentì sollevare da terra, iniziava a spaventarsi, cos’era quella novità ? cosa stava succedendo ? perché l’albero le stava facendo questo ?
Non poteva muoversi intrappolata com’era dai possenti rami, poteva solo agitare le gambe a mulinello, sperando, così di infastidire il suo rapitore e costringerlo a mollare la presa.
« La finisci di agitarti ? limitati a guardare laggiù…. Tutte le tue domande potrebbero trovare risposta, ma devi essere tollerante e sopportare un po’di fastidio. Del resto ti sto semplicemente mettendo in una posizione privilegiata…. Non era quello che volevi?? Da qui su potrai osservare tutto ciò che hai sempre potuto solo immaginare e per giunta senza essere vista e quindi nella condizione ideale per farti un’idea chiara delle cose e, finalmente, sciogliere qualcuno dei tuoi dubbi !!!! »
Bastarono quelle poche parole per tranquillizzarla, si rilassò e si godette il panorama che si godeva da lassù.
“Guarda Gentilalbero (posso chiamarti così vero???), quella laggiù deve essere l’isola dell’uomo invisibile, non si vede un’anima…..”
Era fatta così, passava dal terrore all’euforia nell’arco di 30 secondi, il tempo necessario a rendersi conto che non stava correndo pericoli!!!
Per lei lasciarsi entusiasmare da quello che le succedeva intorno era inevitabile, al punto tale che spesso dimenticava tutto il resto, anche di mangiare, di bere, di dormire: era sempre alla ricerca di nuove esperienze, di emozioni improvvise ed imprevedibili, di adrenalina che le desse la scossa necessaria a vivere appieno la vita.
“Sai, non ho mai provato l’ebbrezza di osservare il mondo dall’alto e questo, credo, mi ha anche impedito di capire tante dinamiche che si sviluppano tra le persone!!
È strano vedere come quello che viene messo in mostra non corrisponda alla realtà delle cose…. Per esempio, guarda quei due, si abbracciano con un affetto che sembra indissolubile, ma se poi osservo meglio….. quell’espressione è inconfondile: fastidio!!! Non è così che dovrebbe andare, ciascuno dovrebbe avere il coraggio di prendersi le proprie responsabilità e se non vuole manifestare un sentimento che non prova, dovrebbe farlo apertamente, anche se rischia di ferire chi ha di fronte!!!” 
Gentilalbero la stava riportando lentamente a terra e non appena i piedi la toccarono lei si rese conto che l’amico aveva ancora qualcosa da dirle … 
“Ehi bimba, ma lo sai quanti anni ho?? E quante ne ho viste passare sotto i miei stanchi occhi? È triste lo so bene, ma questa è la vita, perciò, bellezza, raccogli i tuoi tesori e racconta al mondo quello che si riesce a vedere dall’alto… spiega che fingere non serve a nessuno, che ci si fa del male e se ne fa anche a chi ci sta intorno, perché le bugie non hanno vita lunga… e se ne pagano sempre le conseguenze!!! Ti voglio fare un dono prima di vederti andar via….”
Sentì un fruscio, vide i rami roteare velocissimi e poi uno piegarsi verso di lei!!
“Tieni, io l’ho chiamato incollasperanza, è una piccola parte di me; l’ho conservato per qualcuno di speciale, che potesse farne un buon uso!!! Dagli pure il nome che vuoi e servitene come meglio credi, voglio, però, darti un suggerimento: conservandolo potrai ricordarti di questi momenti e ripensare a me…. e, magari, credere che le cose belle qualche volta avvengono, basta saperle aspettare e soprattutto riconoscerle!!”
Finito di parlare, l’avvolse in un caldo abbraccio, poi la lanciò!!!
Si si, proprio così…. l’ha lanciata in aria… permettendole di volare, leggera e sospinta da un vento tiepido e confortevole…
Durante il viaggio, sotto di lei, vide passare velocissimamente paesaggi fantastici ed incontaminati seguiti da feste di piazza: caroselli di persone, fuochi d’artificio… ma cosa sta succedendo sulla terra??? Perché dove ora c’è calma, dopo un minuto sembravano tutti impazziti ed iniziavano a stappare bottiglie di spumante tutti insieme e ad abbracciarsi???
Improvvisamente ricorda e sorride….


BENVENUTO 2013….. ti ho aspettato con tanta ansia… e non ricordavo che arrivavi oggi!!!

domenica 30 dicembre 2012

Ricordi dal passato

E' una fredda mattina invernale, dietro le persiane si intravede il frenetico andirivieni della città: persone che entrano nei negozi, ragazzi che salgono sull'autobus per andare a scuola, donne con pesanti buste della spesa ricolme di generi alimentari di ogni tipo.
Non ha voglia di uscire, l'aspetta la solita giornata in ufficio, il telefono che squilla, i conti da far quadrare, le lamentele dei clienti per le imposte da pagare: però non può farne a meno.

Prende il cappotto, buttato sulla poltrona come ogni giorno, e lo indossa, poi infila il cappello ed inizia a cercare i guanti!!!
Impresa titanica, la sua borsa è da sempre più un baule che una borsa, contiene di tutto: fazzoletti, pacchetti di sigarette, trucco, pubblicità trovate nella cassetta della posta e mai aperte, caramelle... insomma veramente di tutto.

Si sta facendo tardi, saluta frettolosamente ed esce, senza aver fatto colazione e senza guanti.
Al portone una raffica di gelida tramontana la investe: non ce la fa... non sopporta il vento e le mani si sono già congelate.
Ricomincia a rovistare nella borsa, sperando, di essere più fortunata!
Ad un tratto tocca qualcosa di estremamente morbido, troppo per trattarsi di guanti di lana, lo estrae e.....

E' un piccolo orsacchiotto, minuscolo e tenerissimo, il regalo di una vita fa...
Quasi come se quell'oggetto fosse dotato di vita propria sentì il cuore riempirsi di tenerezza ed il corpo riscaldarsi all'istante.
La strada, d'improvviso, si trasforma: non più auto parcheggiate alla meno peggio e nessuno strombazza non appena il semaforo diventa verde!!
C'è una figura laggiù, proprio all'angolo, ha in mano un gesso e sta tracciando dei segni a terra... incuriosita si avvicina... si china per guardare il viso di colui che ha di fronte, avrà si e no 17 anni, capelli folti e caldi occhi marroni.

"Non ci credo, ma sei proprio tu??? e non sei cambiato per niente... ma come è possibile che per te il tempo non sia passato??"
Lui non rispose... alzò lo sguardo e le sorrise porgendole un altro pezzetto di gesso... "aiutami... giochiamo insieme".

Non si scompose più di tanto, si chinò e cominciò anche lei a tracciare righe e numeri.
Finito il lavoro si voltò verso di lui e, prendendolo per mano, gli regalò il suo sorriso più bello, quindi iniziarono a giocare a campana!
Dopo un bel po', stanchi ma rilassati e divertiti, si sedettero sul sellino di due biciclette appoggiate sul tronco di un albero, proprio lì accanto.
Lei si guardò nello specchietto e si accorse di non essere lei... o meglio di essere lei, ma lei di tanti anni fa... una sedicenne dalla faccia furbetta, con i riccioli biondi che le incorniciavano il viso e la felicità che le si leggeva distintamente negli occhi verdi e spalancati al mondo.
Per niente sorpresa si accostò al vecchio amico, il suo primo amore, e gli sussurrò: "so che sei solo frutto della mia fantasia, che tra poco svanirai, che tutto questo sarà solo un ricordo, ma volevo dirti che sono felice di averti rivisto; volevo chiederti perdono per come sono sparita, volevo dirti che sono felice di averti incrociato nella mia vita... ah, un'ultima cosa, l'orsetto che mi hai regalato ce l'ho ancora, lo custodisco come un dono prezioso, il più prezioso che io abbia mai ricevuto!!"





lunedì 24 dicembre 2012

Cronache allo stadio: rissa sfiorata!!!!

Già, a volte succede, ci si ritrova in mezzo ad un mare di guai per un eccesso di foga, o per una sproporzionata voglia di non farsi mettere i piedi in testa, o magari per non vedere lesi i propri diritti...

Stagione calcistica 2012 - 2013, Stadio Olimpico di Roma, 22 dicembre 2012, Roma - Milan.

Sei tifosi (cinque abbonati ed un "occasionale") sono appena arrivati allo stadio e velocemente vanno a sedersi ai posti loro assegnati.
Ecco: i loro posti!!! Già da un po' di settimane hanno la sfortuna di avere alle spalle dei ragazzi come dire.... un po' "caciaroni" e non troppo educati!!
Quando la Roma segna diventano proprio pericolosi, perché esultano in maniera a dir poco scomposta: gettandosi uno contro l'altro, senza preoccuparsi affatto che rischiano di coinvolgere nella loro follia chi li circonda.

Ovviamente i cinque amici non stanno pensandoci e guardano tranquillamente la partita, tra l'altro una gran bella partita, intonando cori e divertendosi come è giusto che sia!
E' il dodicesimo del primo tempo Totti batte un calcio d'angolo perfetto che Burdisso trasforma in gol: un colpo di testa imparabile!!
L'esultanza di tutti è tanta, ma sempre condizionata al fatto di non coinvolgere gli altri, procurandogli danni. Già, del resto è noto e dovrebbe sempre essere così perché la propria libertà finisce dove inizia la libertà dell'altro.
E' per questo che è triste vedere rischiare di cadere la gente per l'urto di chi aveva seduto dietro!
La più grande del gruppo dei cinque si volta e lancia uno sguardo che incenerirebbe chiunque, ma che su quella combriccola non sortisce alcun effetto!!!!
Non passano neppure dieci minuti quando, dopo una classica azione Zemaniana, in tre passaggi la palla arriva sul piede fatato del Bimbo d'Oro che, senza pensarci un secondo, la mette sulla testa di Osvaldo il quale fa un piccolo saltino e la mette in fondo alla rete!! Due a zero al ventiduesimo... altra esultanza e si ripetono gli spiacevoli spintoni....
Si prova ancora a sopportare in silenzio!!!!
Tre minuti dopo una palla rubata ai margini dell'area finisce sui piedi di De Rossi il quale, dopo aver fintato il tiro, la fornisce sul piede fatato di Lamela che sigla il tre a zero!!!
Non è la cronaca della partita, anche se potrebbe diventarlo: è per raccontare quello che è successo dopo che sto raccontando!!!!
Stavolta ad essere coinvolto nei festeggiamenti smodati è il ragazzo della piccolina della combriccola. Si salva dal cadere solo perché la stessa è riuscita a frenare l'irruenza eccessiva. 

A quel punto però colei che si era voltata prima ha completamente perso la pazienza e si gira: piuttosto alterata direi!!!
"Ohhhhhhh..... la famo finita???? se deve fa' male qualcuno ogni vorta che la Roma segna??? tanto pe' capì.... mica vojo esse polemica pe' forza!!!"
Non ha neppure finito di parlare che viene spintonata... proprio così, quello dietro di lei le ha messo le mani addosso, afferrata per le spalle ed allontanata con forza!!!

E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: controllo perso.... vedeva rosso, ha iniziato ad urlargli contro, non rendendosi conto di quello che stava rischiando. 
Non era il solo ad avercela con lei in quel momento: e continuava a spingerla... e lei lo sfidava.... fissandolo senza abbassare lo sguardo neppure un istante!!!! A nulla servivano le parole della sorella che provava a calmarla.... e l'insofferenza di un'altra del gruppo non faceva altro che accentuare la sua rabbia. Lui continuava ad urlarle addosso: avevano i nasi che si sfioravano e lei  insisteva a guardarlo fisso in faccia: "daje, vedemo che sai fa.... famme vedè quanto sei forte!!!"
Poi, nella confusione totale dello stadio che ancora esultava per il gol, ha sentito la voce della figlia... anche lei stava urlando contro di loro... e lì si è istantaneamente calmata.
Non poteva permettere che venisse coinvolta in quel caos.
Si è rigirata e seduta, apparentemente calma, in realtà sconvolta.
Continuava a sentirli: la stavano insultando, ma riusciva a rimanere impassibile!!! I vicini le facevano di tanto in tanto cenno per cercare di capire se andasse tutto bene e lei annuiva con gli occhi, perché non aveva neppure la forza per muovere un muscolo.

Fine del primo tempo. 
Si guardano: lei e la sorella ritengono opportuno provare a rimettere a posto le cose... il campionato è ancora lungo... non possono andare avanti così... 
Dietro di loro sono rimasti solo in due, si voltano ed iniziano a parlare.... cercando di mantenere la calma. Riescono a chiarirsi... con la promessa di mantenere tutti la calma!!!Sembra sia servito perché al quarto gol l'esultanza si ripete, come è giusto che sia, ma nessuno viene coinvolto e tantomeno travolto!!!
Tutto questo, però, ha comportato per la protagonista in negativo della giornata un senso di malessere incredibile.
La paura è subentrata dopo, quando avrebbe potuto essere troppo tardi e l'ha lasciata senza forse...
Sulla strada che le riportava a casa ha guardato i suoi compagni di avventura ed ha detto loro: "la prossima volta, se mai ce sarà 'na prossima volta, dateme 'na botta 'ntesta... ho rischiato, tanto, ed ho messo in pericolo anche voi!!!! Non deve succede più... me so' messa al livello loro ed io non so' così!!!"

Piccola annotazione... lo stadio tira fuori la parte peggiore di ognuno di noi... io mi sono resa conto, in quella circostanza, di aver tirato fuori tutte le frustrazioni che vivo quotidianamente, ma l'ho fatto nel momento sbagliato e con le persone sbagliate, mettendo a repentaglio la mia incolumità e quella di chi mi era accanto!!!