È prestissimo, lo so, ma devo rimettermi in marcia e per farlo devo assolutamente scrollarmi questa pigrizia di dosso….
Guardo con attenzione l’orizzonte, sperando di scorgere il sole, ma ancora non se ne vede traccia.
Il mio amico raccoglisogni e la fedele fissafantasie sono tutto ciò che ho portato con me in quest'avventura.
Sdraiata, con la pelle che sfiora l'erba umida del prato in cui mi ero rilassata dopo il volo permesso e sollecitato dal complice albero, lascio che il profumo della natura mi inebri e penetri fin dentro il cuore.
Finalmente l’amico sole si decide ed inizia a fare capolino, ma tutto intorno a me è ancora avvolto in una piacevole penombra.
Mi decido ad alzarmi e prima di rimettermi in marcia, inizio coscienziosamente a raccogliere le poche cose da portare con me.
Sono praticamente pronta, manca solo una sciacquata al viso e decido di farlo in quel ruscello poco distante: avevo avuto modo di notarlo la sera prima atterrando dal mio volo fantasmagorico ed era chiaramente il posto ideale per fare toilette!!!
Canticchiando mi avvicino all'acqua e sono rapita dal rumore che da essa si diffonde; mi chino e vedo la mia immagine riflessa, già mi sembra quasi di trovarmi di fronte ad uno specchio.
Improvvisamente però succede qualcosa, qualcosa di veramente strano: quello che sto guardando non è un riflesso... quella che vedo nel ruscello sono proprio io, in carne ed ossa, o meglio in acqua e sassolini....
Come l'ho capito? Facile, mi sono parlata!!!
Si si…. proprio così, ho iniziato a parlarmi.
"Ehi... finalmente sei arrivata, non ci speravo più, sono anni che ti sto aspettando. Ti ho cercata, ho inviato messaggi che non hai colto, mi sono persino confusa tra la gente del tuo mondo.... perché? Perché non hai risposto al mio richiamo? Perché mi hai così volutamente ignorata="
A bocca aperta la guardavo, o meglio mi guardavo, anzi, guardavo quella che doveva essere la parte “diversa” di me.
"Ma cosa dici? Di che parli? Chi sei?"
Un sorriso spunta sulle labbra del mio alter ego: allunga le braccia (credo fossero rami trascinati dalla corrente!!) e mi afferra, trascinandomi verso di lei, in acqua che tra l’altro è gelida. Annaspo perché se è vero che so nuotare, è altrettanto vero che non mi aspettavo una situazione del genere e mi sono trovata veramente spiazzata.
Il senso di inadeguatezza in cui mi sento dura solo un istante: è come se quell’ambiente fosse il mio, quasi che l’irruenza dell’acqua sulla pelle mi avesse fatto tornare alla mente chi realmente fossi e quanta voglia di vivere intensamente io abbia!!! Quante volte succede??? La quotidianità, le esperienze, le brutture della vita ci spezzano a metà, trasformano l’uno in due identità distinte e separate, ma destinate a rincontrarsi per non separarsi mai più…. Era quello che stava succedendo!!!
“Sai… non so neppure come chiamarti, ma poco importa, facciamo una cosa… ti cedo il mio corpo e mi prendo il tuo. Scambiamoci i mondi, almeno per un po’, lascia che io assapori la libertà che provi e ti faccia conoscere quello che normalmente senti raccontare quando qualcuno si siede sulle rive della tua dimora!!
Uno scambio alla pari se ci pensi, ci arricchiremo tutte e due!! Appuntamento qui fra una settimana e ci racconteremo ciò che abbiamo imparato di noi stesse: io di te e tu di me… uguali e diverse… sognatrici e concrete… solide e malleabili… vere e verosimili… dolci ed arroganti… una la parte mancante dell’altra… separate per ritrovarci!”Fissafantasia e raccoglisogni, però, li tengo con me…. non sia mai che io non abbia modo di raccontare cosa sta per succedere!!!
lunedì 14 ottobre 2013
Lo scambio
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sabato 12 ottobre 2013
I colori della mia vita
Cosa caspita sta succedendo: era giorno un minuto fa e d'improvviso le tenebre sono scese e mi hanno avvolta quasi fossero un mantello.
Mi sento soffocare, non ho mai amato il buio e questo poi ha qualcosa di stregato, mi sconvolge ed oltre tutto mi rendo conto che sto lentamente perdendo le forze.
Dopo pochi istanti mi ritrovo sdraiata a terra, completamente immobilizzata, non ho più il controllo delle mie gambe, delle mie braccia, del mio corpo insomma.
Riesco a malapena a muovere gli occhi e quindi inizio guardarmi intorno, ma in realtà non vedo proprio nulla, perché il buio è pressoché totale.
Sento dei passi e terrorizzata penso di domandare chi c’è ma la voce non esce.
In quello stesso momento una mano si poggia sulla mia fronte ed un calore innaturale mi penetra nella mente. Sta accadendo qualcosa di magico.
È piacevole questo tepore… e meravigliosa la capacità che ho acquisito di poter esprimere ciò che sento senza aver bisogno di usare le parole. Cielo che comodità…
capita troppo spesso che le parole vengano fraintese o male interpretate e che questo crei abissi che spesso è impossibile colmare.
Continuo a percepire quel tocco e la mente si fa sempre più leggera, leggera, leggera.
Quando decido di riaprire gli occhi ho un’altra sorpresa che mi attende: ed ora cos'è quel foglio bianco lì davanti? o è uno schermo? non capisco.
Mi sono lasciata il ruscello alle spalle e con esso anche la parte di me più istintiva e consapevole; da quando ho ripreso il cammino in questo bosco mi sta capitando di tutto le cose più strane ed inverosimili, in questo momento, però, sono davvero spiazzata, perché non riesco a comprendere cosa stia succedendo. Quello che mi trovo di fronte, foglio o schermo che sia, non ha alcuna pertinenza con l'ambiente in cui mi trovo e tanto meno con l'esperienza che sto vivendo.
Mi guardo intorno cercando di trovare una risposta, ma l'unica cosa che sono in grado di percepire è l'incredibile sensazione di pace e serenità che mi circonda.
Mi sento toccare la spalla ed istintivamente mi volto (si riesco nuovamente a muovermi!!) per guardare chi sia ad attirare la mia attenzione:
"Ciao bimba, sono arcopenna, e son qui per aiutarti a riempire quel mastodontico lenzuolo che ti è apparso di fronte. Puoi farlo come preferisci, se non vado bene io basta che me lo dici, chiamerò mio fratello, pennelbaleno che insieme a nostra cugina, colortavolozza, ti aiuterà a dar sfogo alla tua voglia di manifestare le emozioni."
Ormai nulla mi meraviglia più, figuriamoci, quindi, sorridendo rispondo in un baleno:
"mi conosci bene: noto che ti sei palesata per prima, sai che l'unico modo che conosco per non nascondere quello che sento è farlo scrivendo..." mentre parlo il lenzuolo si riempie di parole, esattamente quelle che sto pronunciando ed ognuna ha un colore diverso, in relazione al significato che ha o che io gli attribuisco.
E' bello notare come tutto quel bianco stia trasformandosi in una gigantesca macchia di colori: perché i colori danno colore, regalano allegria e ci riempiono di energia.
"Sai arcopenna, è divertente. È tanto divertente riuscire a raccontare la propria vita a colori, vedere il nero che si trasforma in grigio, per poi passare a tonalità di volta in volta più tenui e solari: è un po’ il senso della mia vita”
Con arcopenna a farmi da fermaglio per i capelli prendo pennelbaleno e colortavolozza e di buona lena inizio a dipingere… dipingo e parlo… ed arcopenna scrive ed il lenzuolo è un insieme di parole e disegni… e tanta allegria!!!
Un lenzuolo a raccontare la mia vita: a chi la vuole conoscere, per spiegare da dove vengo e dove sto andando, come intendo farlo, con quali mezzi e quali intenzioni.
Uno schermo su cui proiettare paure, sentimenti, emozioni e voglia di vivere e divertirmi, per tirarle fuori da me e lasciare che non facciano più paura, che non possano ferirmi in alcun modo!!
Ormai non è rimasto neppure un puntino bianco, ho smesso di parlare, tolgo arcopenna dai capelli, metto in bocca pennelbaleno e poggio a terra colortavolozza! Osservo soddisfatta il mio capolavoro.
Arcopenna mi sorride e mi dice “dagli un titolo e firmalo, solo così lo sentirai completamente tuo”
“Il nome è facile – I colori della mia vita – e la firma vieni qui… la metto subito”
Col sorriso stampato sulle labbra siglo il lenzuolo, poi lo piego e, da enorme che era, riesco a ridurlo a poco più di un fazzoletto, me lo infilo nelle tasche dei jeans.
Saluto i miei nuovi amici e mi rimetto in cammino… sono persa nei miei pensieri e, per questo, non mi accorgo di una radice che sporge del terreno ed il destino vuole che io ci inciampi e finisca rovinosamente a terra sbattendo anche la testa (fosse una novità poi… mi chiamano mica “intruppona” a caso…).
Mi risveglio dopo poco e…. mi ritrovo a terra… completamente immobilizzata… circondata dal buio e col tepore di una mano sulla fronte che mi legge dentro.
È stato solo un sogno… ora che me ne rendo conto sono un po’ dispiaciuta. È stato tutto così meravigliosamente vero e piacevole e liberatorio.
Per una volta avevo espresso le mie emozioni con le parole invece che per iscritto, per una volta mi ero concessa il lusso di essere completamente me stessa ed ora… ora mi accorgevo che era solo un desiderio inespresso che durante il sonno si era palesato.
Il tepore si sta attenuando e una voce mi sussurra “Allora bimba? Ti è piaciuta quest’esperienza? Simpatici i miei amici vero? Vedrai, se troverai dentro di te la forza per aprirti e parlare… li incontrerai di nuovo”.
Improvviso un raggio di sole squarcia il buio, non sento più la mano sulla mia fronte e mi rendo conto di aver riacquistato la completa padronanza del mio corpo.
Lentamente mi alzo da terra ed infilo la mano nella tasca dei jeans, tocco il lenzuolo, sorrido e mi rimetto in marcia!
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Strani incontri
Nel frattempo, dall’altra parte del golfo, su di un’altra piccola isola, lei è approdata dopo un lungo viaggio.
Si stende tranquilla sulla sabbia (in questo caso di un confortevole color violetto) e tira fuori dallo zaino la sua fedelissima stellapenna, è quella che usa quando intende mettere in moto la fantasia e fissarla sul suo block notes, anch’esso dotato di un nome particolare: bloccasogni!!
Ha deciso di uscire un po’ dalla quotidianità, di allontanarsi dal caos della città e di rimmergersi nella dolcezza della natura!
Il sole, all’orizzonte, sta seguendo il suo percorso abituale: è ora di andare a fare la nanna e, pianino pianino, si immerge nell’azzurro del male, che, per un attimo si illumina per poi diventare blu cupo.
Si stende tranquilla sulla sabbia (in questo caso di un confortevole color violetto) e tira fuori dallo zaino la sua fedelissima stellapenna, è quella che usa quando intende mettere in moto la fantasia e fissarla sul suo block notes, anch’esso dotato di un nome particolare: bloccasogni!!
Ha deciso di uscire un po’ dalla quotidianità, di allontanarsi dal caos della città e di rimmergersi nella dolcezza della natura!
Il sole, all’orizzonte, sta seguendo il suo percorso abituale: è ora di andare a fare la nanna e, pianino pianino, si immerge nell’azzurro del male, che, per un attimo si illumina per poi diventare blu cupo.
Nello stesso momento lei alza gli occhi e vede la sua amica stella farle l’occhiolino… E’ un’amica fedele, lei l’accompagna in tutti i suoi viaggi, che siano di fantasia o reali.
La stellapenna è lì, ma a lei è venuta voglia di fare due passi e siccome non ci sono regole in quest’avventura, ripone tutto nella borsa e si mette in cammino.
Non ha bisogno della torcia, basta la sua amica ad illuminarle la strada, il rumore delle foglie spettinate dal vento compongono una piacevole melodia che le farà compagnia lungo la strada.
Sono passati alcuni minuti quando, assetata, si siede appoggiando la schiena al tronco di una quercia secolare!!!
“Ehi, bimba, come sei finita qui?”
Sono passati alcuni minuti quando, assetata, si siede appoggiando la schiena al tronco di una quercia secolare!!!
“Ehi, bimba, come sei finita qui?”
Siamo alle solite, sembra che anche questa volta sia finita in un mondo fatato, quasi che la realtà le stia veramente troppo stretta.
“Ciaoooooo….. veramente avevo intenzione di arrivare all’isola che scorgo all’orizzonte, mi hanno parlato della presenza di un uomo invisibile, con moglie e sorella, la cosa mi ha incuriosita e volevo vedere quanto ci fosse di vero…. Sai…. Un uomo invisibile, per di più sposato…. Ma dai… sono sogni, fantasticherie… ma come si può credere ad una baggianata del genere?”Un fiume in piena… sente i rami dell’albero sfiorarle il viso… alza gli occhi e ne scorge due pieni di lacrime…
“Ehiiii…. Ma perché piangi?? Cosa succede?? Che ti hanno fatto??”
Silenzio assoluto… poi, improvvisa, una risata fragorosa!!!
“Ahahahahaha…. Ma tu senti che discorsi… lei dice che l’uomo invisibile non esiste, che non può avere una moglie ed una sorella… e poi…. Parla con un albero!!!”
A queste parole inizia a ridere anche lei.
E’ il momento delle presentazioni… e l’albero dice di essere una quercia secolare, che si trova lì da sempre e che conosce bene la storia dell’uomo invisibile e della moglie, ma che era contento che lei non avesse proseguito nel suo viaggio, le piaceva la sua compagnia e soprattutto le piaceva il suo sorriso!!
La conversazione andò avanti per un po’ e la ragazza iniziava ad essere stanca.
La conversazione andò avanti per un po’ e la ragazza iniziava ad essere stanca.
“Senti, io ho sonno, vorrei riposare un pochino, posso farlo qui?”
La quercia non rispose, ma scosse i suoi rami lasciando cadere un tal numero di foglie da formare un comodissimo materazzo su cui la ragazza potè distendersi!
“Dormi bimba, domani ti racconterò la storia di questo posto, ti spiegherò perché puoi sentirmi e, se ne avrai voglia, ti svelerò i segreti di quest’isola…. Non sono pochi credimi… ora riposa tranquilla… provvederò io a vegliare sul tuo sonno…”
La quercia non rispose, ma scosse i suoi rami lasciando cadere un tal numero di foglie da formare un comodissimo materazzo su cui la ragazza potè distendersi!
“Dormi bimba, domani ti racconterò la storia di questo posto, ti spiegherò perché puoi sentirmi e, se ne avrai voglia, ti svelerò i segreti di quest’isola…. Non sono pochi credimi… ora riposa tranquilla… provvederò io a vegliare sul tuo sonno…”
Lei chiuse gli occhi ed avvertì una carezza sulla guancia… “si… domani mi racconterai tutto… domani mi presenterai gli altri abitanti dell’isola…. domani mi spiegherai… domani….”
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venerdì 11 ottobre 2013
Vorrei
un raggio di sole,
una goccia di pioggia.
Così potrei essere libera:
volerei nel cielo,
scalderei l'acqua del mare e
potrei far confonderei le lacrime di chi soffre!!
Vorrei essere tutto questo
per realizzare un desiderio
che lentamente si trasforma in sogno
E poi, magari, diverrà solo un'illusione!!!
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mercoledì 9 ottobre 2013
Un sogno

Un volo ad ali spiegate e nulla di più
Rimanendo immersi nel presente
imparare a proiettarsi nel futuro
e riuscire a goderne!!!
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