lunedì 27 gennaio 2014

Favola

C'era una volta, ma non è una fiaba,
c'era una volta la volontà, la fiducia, la costanza.
C'era una volta la voglia di parlare
ed insieme la capacità di farlo,
di riuscire a comunicare!
C'era una volta la forza di lottare,
di tirare fuori il coraggio,
di non lasciarsi andare!!
C'era una volta chi si sedeva intorno ad un fuoco,
per cantare, discutere, magari giocare!
C'era una volta l'affetto sincero,
ma quello c'è ancora... a saperlo scoprire!!!
C'era una volta, ma forse c'è ancora,
se soltanto aprissimo il cuore,
se mettessimo a riposo la mente,
se riuscissimo ad ascoltare...!

giovedì 23 gennaio 2014

Luci ed ombre



Il sole dietro le nubi,
le parole non dette,
gli sguardi nascosti,
le paure celate.
L'arcobaleno che rischiara,
discorsi inopportuni,
gli sguardi arroganti,
le ansie manifeste:
i sorrisi a soffocare il pianto!!

martedì 21 gennaio 2014

Contraddizioni

Raggi di sole tra la pioggia battente
un sorriso accennato, confuso tra le lacrime.
Un fiore sbocciato in mezzo ai rovi
una carezza sul volto di un anziano.
Un sentiero impervio tra la meraviglia dei monti
parole sincere in un mondo di falsità!!

lunedì 20 gennaio 2014

Favola, o magari realtà

C’era una volta, in un paese lontano lontano, una povera ragazza che viveva ormai da tempo chiusa in se stessa, poca voglia di aprirsi al mondo, poca voglia di manifestare le proprie emozioni, anzi, il desiderio incontrollato ed incontrollabile di dominarle!!!
Era stata oggetto di un maleficio; tanti anni prima, lungo la sua strada, aveva incrociato un uomo malvagio che, non riuscendo a gestire la sua immensa carica emotiva, aveva deciso di privarla di tutto ciò che la rendeva viva e felice: le sue emozioni.
La poverina, dopo quel triste incontro, aveva cambiato tutte le sue abitudini ed ormai trascorreva le sue giornate tra casa e lavoro; aveva lasciato andare amici e parenti, viveva rinchiusa, senza parlare con nessuno e senza raccontare a nessuno quello che le soffocava il cuore.
L’incantesimo era forte, anzi fortissimo e trovare il modo di spezzarlo sembrava davvero impossibile.
I giorni si susseguivano gli uni agli altri sempre uguali: noia, malinconia, ansie a malumori.
Nulla riusciva a scuoteva. Un unico sfogo: internet.
Una sera, incuriosita da quello che la sorella stava facendo al computer, le domandò di cosa si trattasse ed avendo avuto la risposta, decise di iscriversi a quel social network di cui aveva sentito parlare spesso: facebook.
Lo fece al solo scopo di distrarsi un pochino con i vari giochi che ci si potevano trovare,
poi l’imponderabile: si sa come succedono i miracoli, per caso, quando non ti aspetti nulla, quando nulla chiedi e nulla vuoi, ed allora…… ecco….. improvviso e meraviglioso…..
“Che cos’è questo scritto….. voglio leggere….. che meraviglia…. Quanto amore esce da queste righe…. Che poesia”
Un “tag” fatto per caso, come lui fa con le nuove “amicizie”, un modo per conoscere e farsi conoscere, non lo sapeva quello che quel “tag” stava per far capitare….. “Mi sembra di capire che sei innamorato di “………… “ almeno quanto io lo sono io di “…………..”. Non conosco la tua città, ma da come ne parli mi fai venire la voglia di vederla.... Complimenti!!!”
Immediata nasce la voglia da parte di lei di leggere ancora…… e si perde tra quegli scritti, così solari, così pieni di colori, di fantasia, di allegria……. Sembra quasi che quelle sensazioni, ormai completamente dimenticate, si riaffaccino per ricordarle quello che era stata……!!!
Nacque così la loro conoscenza……. Poche righe di commento, sotto una nota dolcissima, “Non ti conosco, ma apprezzo molto la tua sensibilità. Complimenti sinceri” la risposta di lui…… poi qualche piccolo “pensierino” virtuale…. Caffè.... baci..... sorrisi….. e di lì a poco la loro reciproca conoscenza si approfondisce, sempre di più, chiacchiere...... musica...... balli....... sogni condivisi...... fino alla scoperta finale…… non poteva essere che così….. erano fratelli….. separati alla nascita cresciuti lontani….. ma vicinissimi di cuore…. È stato un continuo crescendo e quell’amicizia così pura, disinteressata, pulita aveva compiuto il miracolo…..
Oggi le emozioni sono tornate ad esplodere nel cuore della ragazza, facendola a volte soffrire, facendole anche del male, ma finalmente è tornata viva….. e tutto grazie a quel fratello che un anno fa ha scoperto di avere e che le ha teso la mano, senza nulla chiederle in cambio.

domenica 19 gennaio 2014

La magia non serve.... Firenze!!!!

Che meraviglia la Toscana. Abbiamo lasciato Castiglioncello e, lentamente, ci siamo messi in cammino verso la meta prefissata, fin dal principio, Firenze!!!
Come da mie istruzioni il Gigante ha deciso di non prendere l’autostrada bensì la superstrada che congiunge Firenze – Pisa e Livorno.
“Gian…. Senti, ma andare a Lucca??? Non ti piacerebbe???”
“Simoooooooo, bastaaaaaaaaaa, dobbiamo andare a Firenze, per Lucca c’è tempo!!!”
Si, si c’è tempo….. abbiamo ancora diversi giorni davanti a noi…. Non moltissimi, ma ancora sufficienti per vivere altre emozioni e per farlo insieme.
“Sei sempre il solito…. Mai una volta che mi accontentassi….. uffa….”
Sto sorridendo e mio fratello capisce che stavolta riusciremo ad arrivare a destinazione.
Ha deciso di guidare lui….. dice che sono troppo spericolata.
Non c’è traffico e la strada è comoda.
Il viaggio dura poco, considerando soprattutto il fatto gli ho fatto fare duemila soste, nemmeno 100 km…. duemila soste, ma io devo fotografare, poi c’è quel campo di fiori…. E che dire di quel paesino arroccato? E poi posso evitare una foto alla Torre di Pisa?
Firenze ci accoglie ed immediatamente mi rivolgo a mio fratello “Gian…. Possiamo mettere via bacchette magiche, polverina, ramo di pino….. qui la magia non va evocata, c’è, è presente in ogni vicolo, in ogni pietra ovunque….”
Firenze è una città molto particolare, la prima volta che la vidi mi venne spontaneo paragonarla ad una Bomboniera. Piccola (per me che vengo da Roma ovvio) e raccolta.
Una città che vive, pulsa, mai banale.
“Sorellina xe una meraviglia….. sul serio!!!!”
Sento che stavolta non ci saranno intoppi, sento che sarà la perfezione.
“Gigante ti va di venire a San Miniato? Ci facciamo una passeggiata, ci fermiamo a mangiare in mezzo al verde, poi, magari, scattiamo qualche foto, o da San Miniato stesso o da Piazzale Michelangelo.”
“Simo, stavolta quel disi va ben, ara son pronto!!”
Troppo remissivo? No, semplicemente sappiamo bene entrambi che da San Miniato potremo dominare la città…..
Siamo al Duomo ed indubbiamente la camminata sarà lunga.
Non ci spaventa di certo, nonostante il caldo, nonostante la stanchezza accumulata nei giorni trascorsi. Siamo talmente entusiasti di quello che ci circonda che neppure la fatica ci sfianca.
Procediamo a passo spedito ridendo tra di noi e giocando.
“Simo, sorellina, sta zità xe splendida…. Ara che sogno!!!”
“A bbello, ma che te sei già scordato de’ Roma mia??? Guarda che te pisto de’ botte….” Ma rido, sono d’accordo anche io. Firenze è bellissima!
“Simo, guarda, siamo arrivati a Piazzale Michelangelo…. Ci affacciamo un momento, scattiamo qualche foto???”
“Ecco fatto, ora mi vuoi anche rubare il mestiere….. tieni la macchinetta, che sei anche più bravo di me….”
Porgo la macchinetta al mio fratellone e mentre sta per scattare la foto gli salto al collo, ma di spalle, sbilanciandolo al punto di rischiare di farlo cadere….
“Scappa, strega, scappa….. mi hai fatto credere di essere d’accordo ed invece….”
Rido troppo per correre, lascio che mi prenda e proceda alla tortura, tanto so perfettamente che non mi farà male… infatti, la mia punizione consiste semplicemente in una “lavata di testa”, ma non nel senso che mi strilla, no no, mi prende letteralmente la testa e me la infila sotto la fontanella….
Il bagno inaspettato non mi fa smettere di ridere, anzi, mi dona nuovo vigore e quindi prendo mio fratello per mano ed inizio a correre, su, in salita, verso San Miniato….. si intravede il cancello di accesso, le scale da fare sono veramente tante, ho fame.
“Jollyyyyy, guarda che bella panchina!!! Hai i panini vero??? Ci sediamo lì all’ombra?? Poi entriamo, poi ci godiamo il panorama….. ora ho voglia di riposarmi un pochino”
Detto fatto, gli alberi ci garantiscono un po’ di fresco, ci rinfocilliamo per bene e continuiamo a chiacchierare.
Una giornata tranquilla come poche ne abbiamo vissute durante questo viaggio, non ci sono creature parlanti, non ci serve la magia, non abbiamo bisogno di nulla. Oggi veramente bastiamo a noi stessi.
Finito di pranzare Gian vorrebbe schiacciare un pisolino, ma io non sono d’accordo….
“Nooooo, c’è da visitare il Cimitero delle Porte Sante, voglio vedere la tomba di Collodi, ti rendi conto…. La tomba di Collodiiiii!!!!”
“Simo, mi spieghi perché urli??? Quando hai visto la tomba di Collodi che ti cambia????”
Eccoci, si ricomincia.
Dopo poco riesco a far alzare il gigante e ci dirigiamo verso il Cimitero.
Passa oltre un’ora, ma non riusciamo a rintracciare la tomba….
Gian vede la mia faccia avvilita e prova a consolarmi….. “Streghetta, cosa xe che cambia per te? L’ha scritto lo stesso Pinocchio…” “Si, ma io volevo ringraziarlo….”
Mio fratello sorride, mi tende la mano e “salta su, ti porto a cavacecio…. Si entra un poco nella Chiesa….”
Non mi sembra vero, stavolta la proposta di caricarmi sulle spalle è partita da lui….
Terminata la visita ci accingiamo a scendere, per tornare in città e riprendere il viaggio.
Mi volto verso Gian, anche lui mi guarda! Mi sorride facendo segno di si con la testa.
Prendo la macchinetta fotografica e scatto….. un altro momento indimenticabile è immortalato, un’altra prova tangibile che la nostra avventura è reale.